Le sigle sindacali


S.A.Di.R.S. , DI.R.SI., COBAS-CODIR, UGL, SIAD/UDIRS
UNITARIAMENTE

 

 

  • Proclamano lo stato di agitazione dei Dirigenti della Regione Siciliana e degli Enti di cui all'art 1 della L.R. 10/2000 contro lo stallo nella trattativa per il rinnovo del CCRL 2016-2018 (clicca qui)
  • Nonostante l'Aran Sicilia convochi i sindacati il 27/11/2018, confermano lo stato di agitazione  (clicca qui)
  • Chiedono di essere convocati dal Presidente e confermano lo stato di agitazione (clicca qui)
  • Attivano le procedure di raffreddamento e conciliazione dinnanzi al Prefetto (clicca qui)
  • Convocano un'assemblea Sindacale per il giorno 08/02/2019 (clicca qui)
  • Nonostante l'Aran Sicilia convochi i sindacati il 18/02/2019

  • Proclamano lo Sciopero dei Dirigenti della Regione Siciliana e degli Enti di cui all'art 1 della L.R. 10/2000 per mercoledì 20/03/2019 (clicca qui)
  • Confermano lo sciopero del 20 marzo 2019 con manifestazione a Palermo e Catania (clicca qui)

 

 

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Filippo Basile

Benvenuto nel sito Di.R.Si.
Riorganizzazione Amministrazione Regionale, Ricevuti da Pistorio PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 08 Settembre 2015 08:29

Anche Noi della Di.R.Si. siamo stati alla riunione con l’Assessore Pistorio il pomeriggio del 3 settembre.

Anche Noi abbiamo rappresentato i mille dubbi che ci attanagliano sulla problematica della ennesima, spacciata, riforma della P.A. regionale, soprattutto per i tempi ristretti, per le difficoltà che possono sorgere relativamente alle riduzioni delle postazioni in modo lineare senza una programmazione attenta e funzionale all’Amministrazione. Abbiamo esplicitamente richiesto che nel provvedimento finale venga inserito un congruo periodo transitorio per dare a tutti la possibilità di potersi proporre dove meglio si crede, e soprattutto per permettere all’Amministrazione e a Noi che ci spendiamo in tutti i modi con il nostro lavoro, di potere operare mantenendo la giusta responsabilità collegata ad un contratto funzionale a tutti gli effetti.

L’Assessore Pistorio ha portato al tavolo il suo pensiero, sia politico che meramente Amministrativo, esplicitando alcuni semplici concetti, tra cui la necessità che la macchina amministrativa sia rivista secondo logiche di efficacia nei confronti di una economia regionale ormai alla canna del gas, chiedendo in anticipo la collaborazione da parte delle OO.SS. che non sia prettamente corporativistica ma che sia costruttiva, addirittura ha persino chiesto di mettere in moto un sistema di lavoro che preveda anche proposte operative da parte dei Sindacati. Ovviamente non intendiamo prendere il posto di nessuno per quanto riguarda la progettazione della “Nuova Regione siciliana”, noi saremo sempre la controparte che presenterà le proprie obbiezioni in un tavolo di concertazione.

Abbiamo rappresentato per l’ennesima volta che la categoria della Dirigenza Regionale in questi ultimi anni è stata quella che ha “DATO” e non ha avuto niente in cambio, né dal punto di vista economico né dal punto di vista del rispetto e del riconoscimento dei propri meriti. L’Assessore ha voluto aprire un piccolo spiraglio riguardo alla possibilità di potere avere il rinnovo dei contratti collettivi, sottomettendo tutto quanto al reperimento di risorse economiche, quanto mai difficili da individuare.

A nostro modo di vedere i problemi maggiori saranno nell’attuazione della ridistribuzione del personale regionale, e non sarà certo la Dirigenza Regionale a fare le barricate, considerato che la nostra mobilità è già abbondantemente acclarata da tempo.

Anche Noi aspetteremo l’avvio delle procedure di concertazione che dovrebbero iniziare non prima della fine del mese di settembre, appena tutti i Dipartimenti avranno fatto pervenire le proprie ipotesi, che verranno vagliate dall’Assessorato alla F.P. e successivamente apprezzate in via preliminare dalla Giunta di Governo, attuale o futura che sia.

 

Ultimo discorso riguarda la Legge “Madia” di riforma della P.A. nazionale, di cui si parla da un poco di tempo, l’Assessore ha comunicato che pensa di aprire un tavolo di confronto per individuare i punti che potranno interessare direttamente la P.A. regionale, abbiamo chiesto che venisse preso in considerazione in particolare l’articolato che riguarda la Dirigenza inserita in un'unica fascia funzionale, chiedendo di provvedere al più presto ad un riordino anche della dirigenza regionale (tre fasce), per far sì che un Dirigente della Regione Siciliana abbia gli stessi diritti e le stesse opportunità di un dirigente che opera al di là dello stretto di Messina.

 
Firmato l'accordo per la revoca della domanda di pensione PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 03 Agosto 2015 17:14

Oggi 3 agosto 2015 abbiamo firmato l'accordo per la revoca della domanda di prepensionamento ai sensi della Legge regionale 9/2015 art. 52.

L'accordo è stato firmato dalla nostra O.S. per dare un minimo di tranquillità ai colleghi che entro il prossimo 10 novembre presentaranno la domanda di prepensionamento, soprattutto per tutti coloro che prevedono di andare in pensione nei prossimi anni, in particolare quelli del contratto 2, e quindi fino al 2020.

L'accordo è stato semplificato, e prevede ancora che in ogni caso l'Amministrazione si mantiene la possibilità di verificare la compatibilità economica per accettare o meno la domanda di revoca, facendo uno specifico richiamo a quanto enunciato nella L.R. 9/2015 art. 49 commi da 1 a 5.

Abbiamo messo a verbale la richiesta che l'Amministrazione provveda a dare le informazioni necessarie nella massima trasparenza, e che venga predisposto nel contempo un piano di azione coordinato con quanto enunciato nell'art. 49 sulla riduzione delle strutture. Abbiamo ripetuto tutto quanto detto nel precedente articolo.

Di comune accordo con il SADIRS e con la CISL (entrambe firmatarie dell'accordo) abbiamo chiesto che venissero inserite alcune modifiche allo stesso, in particolare all'art. 4 secondo capoverso, affinchè fossero richiamate le norme contrattuali previste dal C.C.R.L. vigente in modo da garantire nel modo migliore la Dirigenza Regionale.

E' stato raggiunto un piccolo risultato, speriamo che sia foriero di risultati positivi, per tutti i colleghi della Dirigenza che programmeranno il loro futuro nella speranza di uscire dalla Amministrazione Regionale nelle migliori condizioni possibili.

 
Commento sulle riunioni all'ARAN per la revocabilità della domanda di pensione. PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 01 Agosto 2015 10:21

La trattativa sull’accordo per la revocabilità della domanda di prepensionamento ai sensi degli articoli 51 e 52 della legge regionale 9 del 2015, è in un momento di attesa, ancora una volta l’Aran, ma forse dovremmo dire il suo Commissario, avv. Alongi, non riesce a predisporre un calendario di riunioni che possa essere rispettato da tutti, Lui prima di tutti.

Giovedì siamo stati convocati alle 12,30 ma ancora una volta la riunione è andata deserta per problemi di concomitanza con altre riunioni in altre sedi regionali, che coinvolgevano quasi tutti i sindacati a livello regionale.

Riassumiamo la proposta presentata il giorno 29 in poche parole, l’Amministrazione pur ammettendo la possibilità di poter revocare la domanda di prepensionamento entro termini temporali definiti a partire dalla data di predisposizione del Decreto di cancellazione, pone una ulteriore condizione per non accettare la suddetta revoca, invocando la compatibilità con le previsioni di bilancio, che da quest’anno ricordiamo è cambiato in modo radicale, e a eventuali leggi di revisione della spesa (spending review) imposte dallo Stato per portare a pareggio il Bilancio regionale.

Come abbiamo sempre fatto in questi casi la nostra Associazione ha provato ad individuare se ci fossero spiragli da potere aprire, per trovare un punto di incontro, facendo un ragionamento pratico e sulla scorta degli input che provengono dai colleghi interessati alla fase di prepensionamento.

Il ragionamento fatto è semplice, e come sempre basato sul sistema della buona amministrazione che si basa sul rispetto delle regole, se il Governo ritiene di dover tenere conto delle previsioni di bilancio allora al termine della fase temporale per la presentazione delle domande di prepensionamento (10 novembre p.v.), provveda, sulla scorta dei dati raccolti, a definire un piano industriale, correlato di numeri e costi, nonché di incidenza sul bilancio regionale, a quel punto sarà possibile definire la futura pianta organica derivante dai nuovi funzionigramma della Regione, e a questo punto sapremo le necessità in quota personale, e potremo individuare una percentuale di rinunce al prepensionamento da potere accettare da parte dell’Amministrazione.

È ovvio che la possibilità che un dipendente regionale voglia rinunciare ad andare in prepensionamento è sicuramente bassa, stiamo parlando di personale che comunque si troverà in una condizione di età e di stanchezza di lavorare in questa Amministrazione piuttosto rilevante, per cui sicuramente saranno molto pochi i motivi che possono far cambiare idea, in ogni caso riteniamo che sia un problema che interesserà per lo più i Dirigenti che prevedono di andare in pensione nell’ultimo triennio (2017 – 2020), soggetti a condizioni al contorno imprevedibili che saranno quelle a prevalere, riteniamo.

Infine abbiamo chiesto che nell’accordo sia inserito un riferimento all’obbligo dell’Amministrazione a garantire un contratto a ciascun Dirigente, soprattutto nella previsione di un prepensionamento, in modo tale da garantire un trattamento pensionistico il più possibile adeguato alle aspettative.

La riunione è stata rinviata a lunedì mattina e vedremo se le nostre proposte, riteniamo ragionevoli e in linea con le norme di legge vigenti, sono state accettate.

 
Inviata la richiesta di impugnativa della Finanziaria 2015 al Governo nazionale PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 23 Giugno 2015 16:33

La Dirsi e la Direr (Federazione nazionale dei dirigenti e dei quadri direttivi delle regioni) hanno presentato a Palazzo Chigi delle osservazioni per “Illegittimità costituzionale” riguardanti la l.r. n. 9/2015, chiedendo al presidente del Consiglio di impugnare di fronte alla Corte costituzionale alcuni articoli della legge.

Riportiamo parte dell'articolo pubblicato dal Giornale di sicilia on line:

"Dall'organizzazione della pubblica amministrazione all'equiparazione del sistema pensionistico regionale con quello statale fino all'attivazione delle nuove assunzioni. Sono diversi i punti finiti nel mirino del documento, curato da Lorenzo Maria Dentici, avvocato e docente di docente di Diritto del lavoro all'Università di Palermo, e da Giovanni Scala, docente di Diritto costituzionale all'Università di Palermo.

Si affronta, tra l’altro, il principio del buon andamento della pubblica amministrazione. Secondo le associazioni, la cancellazione di una serie di strutture organizzative non viene decisa in base alle funzioni così come prevede la Costituzione, ma in base a “un mero dato quantitativo”. “Il legislatore ha compiuto delle scelte senza alcuna ponderazione tra assetto organizzativo e funzioni da assolvere”, si legge nel documento. La legge, inoltre, “non individua in modo adeguato e specifico i poteri da demandare alle autorità di governo, ma si limita ad imporre al potere esecutivo della Regione un taglio lineare delle strutture amministrative”. Questo tipo di impostazione della legge determina così un “insanabile constrasto con il principio del buon andamento (art.9) e più in generale con il canone fondamentale della ragionevolezza delle scelte legislative”.

Dirsi e Direr rilevano poi una contraddizione all'interno della legge in riferimento alle nuove assunzioni. I commi 10 e 11 dell'articolo 49, infatti, non solo sono in contrasto tra loro, ma vanno anche contro gli articoli 3 e 97 della Costituzione. “Da un lato si estende al 2016 il divieto di procedere a nuove assunzioni – scrivono i dirigenti -, dall'altro si autorizza la stessa Amministrazione regionale a bandire concorsi pubblici per il reclutamento di figure professionali con laurea specialistica o magistrale”. Si tratta quindi una palese violazione del principio di ragionevolezza come coerenza logica / razionalità. Un vizio che può essere censurato in sede di controllo di costituzionalità."

 

 
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