Chi Siamo

La DI.R.SI. è una associazione sindacale autonoma, senza fini politici e scopo di lucro, costituita da dipendenti con qualifica dirigenziale, che si propone di tutelare la dignità, la professionalità e gli interessi dei Dirigenti ed opera per il miglioramento dell’organizzazione e il funzionamento dell’Amministrazione Regionale e degli Enti ad essa collegati.

La DI.R.SI. fa parte della FEDIRETS che a livello nazionale rappresenta la Dirigenza nel settore del pubblico impiego.

La storia

Costituita il 13 luglio 1979 su impulso di sette dirigenti tra cui Alfredo Rao Camemi (primo Presidente) ed Emilio Lino, ha mantenuto durante tutto il suo percorso ormai ultra-quarantennale l’essenza del suo scopo: tutelare i Dirigenti regionali.

Nel 1995 sotto la conduzione di Gandi Gallina, nel frattempo entrato a far parte del Direttivo, la DI.R.SI. organizza uno sciopero di ben 5 giorni consecutivi, trascorsi a manifestare sotto l’Assemblea Regionale Siciliana, contro il tentativo di “riorganizzazione dell’Amministrazione regionale e l’ordinamento degli uffici e del personale” a vantaggio di un numero limitato di pochi eletti.

Nel 1996 una affollatissima Assemblea tenutasi in Palermo presso il salone dell’Opera Don Orione, stravolge il vecchio Comitato Direttivo dell’associazione nominando Giuseppe Pecoraro Presidente e Gandi Gallina Segretario Regionale.

In quel momento il sindacato DI.R.SI. vanta da solo una rappresentatività di oltre il 50% dei Dirigenti della Regione Siciliana, consentendogli di avere una voce autorevole nelle trattative politiche, travagliate e molto negoziate, che hanno portato alla promulgazione della L.R. 15 maggio 2000 n. 10, e al tavolo per il rinnovo contrattuale: il primo CCRL dell’Area della Dirigenza 2000-2001 e Protocollo Aggiuntivo che permettono la stipula dei primi contratti individuali di lavoro dei Dirigenti del Ruolo Unico.

A dicembre 2001 Silvana Balletta sostituisce, nella carica di Presidente e Legale Rappresentante, Giuseppe Pecoraro nel frattempo andato in pensione.

Nel 2002, una nutrita Assemblea straordinaria dei soci, tenuta presso l’Addaura Hotel Residence Congressi di Palermo, decide di rinnovare lo Statuto e di costituire un Comitato Direttivo a 12 membri, più snello, più collaborativo e fattivo.

Nel 2007 in molteplici assemblee sindacali in giro per la Sicilia, la DI.R.SI. porta l’ipotesi di CCRL 2002-2005, per acquisire le idee, i suggerimenti e gli impulsi di tutti i Dirigenti della Regione Siciliana, ed infine sottoscrive all’ARAN Sicilia il contratto definitivo con osservazioni.

Nel 2014 all’Assemblea ordinaria dei soci si rinnova ancora una volta il Comitato Direttivo: Gandi Gallina, fino ad allora nelle funzioni di Segretario Regionale – validamente coadiuvato e spesso, negli ultimi anni, sostituito dal Segretario Regionale Aggiunto Eugenio Patricolo, lascia la carica. Silvana Balletta è confermata Presidente, ed Eugenio Patricolo assume la carica di Segretario Regionale, mentre Giovanni Franciò e Gabriella Santaguida sono nominati Segretari Regionali Aggiunti.

Il Comitato Direttivo il 4 febbraio 2016 chiede ai soci riuniti in Assemblea Straordinaria, una ulteriore modifica dello Statuto, principalmente, per ampliare la platea degli iscritti anche ai Dirigenti regionali in quiescenza e rideterminare il Comitato Direttivo che sarà composto da 15 membri di cui 3 in quiescenza.

Il sindacato DI.R.SI. il 20 marzo 2019 organizza lo sciopero con una partecipazione che in taluni Dipartimenti regionali ha toccato punte del 60% dei Dirigenti, per sbloccare il rinnovo contrattuale.
Il 20 giugno 2019 l’Assemblea ordinaria dei soci rinnova ancora una volta il Comitato Direttivo: Eugenio Patricolo passa la mano a Gianpaolo Simone, attualmente in carica come Segretario Regionale del Sindacato DI.R.SI., viene confermato Giovanni Franciò nella qualità di Segretario Regionale Aggiunto e viene anche nominato, nella stessa qualità, Giovanni Cucchiara.

Il 30 dicembre 2019 dopo un intenso susseguirsi di riunioni e basandosi su di una bozza derivata da quella dello Stato viene firmata l’ipotesi di CCRL 2016-2018 e colmato l’insostenibile gap del mancato rinnovo del CCRL per l’area della Dirigenza che durava da 14 anni.

La DI.R.SI. si occupa esclusivamente di dirigenti per confermata volontà degli associati, ed esprime oggi il sindacato più rappresentativo della Dirigenza della Regione Siciliana: è l’unico che siede ai tavoli di confronto e contrattazione sindacale, per tutta la durata delle trattative, con dirigenti in servizio attivo e garantisce la presenza di rappresentanti in tutte le provincie (Coordinamento Regionale) con dirigenti che coniugano sul territorio il proprio impegno lavorativo e la tutela delle prerogative dirigenziali.

La DI.R.SI. ora è particolarmente impegnata nella annosa questione del superamento della terza fascia dirigenziale, del rinnovo del CCRL 2019-2021 (l’ipotesi appena firmata riguarderebbe il triennio 2016 – 2018), nella difesa della legalità e trasparenza nell’attribuzione degli incarichi dirigenziali, della effettiva valutazione della classe dirigente, nella distinzione netta fra indirizzo politico e indirizzo gestionale; nella limitazione del ricorso agli esterni, nominati dal politico di turno.

La DI.R.SI. tiene a precisare che le cariche dell’Associazione sono gratuite ed i proventi eventualmente derivanti dalla presenza di soci in comitati, collegi, commissioni ecc., in rappresentanza dell’Associazione debbono essere versati alla cassa della medesima.

Modalità d'iscrizione all'Associazione D.I.R.SI.

Per potere effettuare l’iscrizione alla nostra Organizzazione sindacale, è sufficiente compilare il modulo di iscrizione, in duplice copia, e farlo pervenire in originale presso la nostra sede in Via Ariosto, 25/H 90144 Palermo.

Per maggiori informazioni contattaci allo 091.626.06.09

Organi Statutari

Con assemblea del 20 Giugno 2019 è stato eletto il Comitato Direttivo e durante la riunione del 03/07/2019 sono state scelte al suo interno le cariche statutarie:

Statuto

L’Associazione Di.R.Si. si è costitutita in Palermo il 13 Luglio 1979.
Lo statuto vigente dell’Associazione Di.R.Si. è stato approvato dall’assemblea straordinaria degli iscritti del 04 Febbraio 2016.

In Memoria di Filippo Basile

Noi non sappiamo, e forse non sapremo mai, se Filippo Basile sia stato ucciso dalla mafia, siamo però certi che è stato ucciso dalla cultura mafiosa della quale la nostra società è purtroppo impregnata.

Filippo Basile non era schierato politicamente, non era iscritto ai sindacati storici, non aveva alle spalle organizzazioni “impegnate”. Questo lo si è visto bene sia sulla stampa che ai funerali.

Chi lo ha conosciuto personalmente non può che rammaricarsi dei silenzi di chi in altri altrettanto drammatici accadimenti ha fatto subito sentire le grida di dolore della società civile colpita nei suoi figli più impegnati e più esposti.

Perché queste grida di dolore sono state levate soltanto da chi lo ha conosciuto personalmente?

E’ una domanda che dobbiamo porci.

Filippo Basile svolgeva il suo lavoro con l’impegno e la dedizione di chi in questa società vuole svolgere un ruolo attivo e vuole contribuire a creare un contesto migliore nel quale poter far crescere più serenamente i propri figli.

Lui lavorava a tanti piccoli progetti che portati agli altari delle cronache possono sembrare banali ma che per chi conosce dall’interno L’Amministrazione Regionale sa che banali non erano. Erano tanti tasselli di un progetto ben più ampio sul quale ci si è spesso confrontati e che lui portava avanti con ostinazione, scontrandosi spesso contro tanti lacci e lacciuoli che soltanto lui riusciva a sciogliere. Un progetto che intendeva radicalmente cambiare, in maniera dolce, il modo di lavorare di chi lo circondava, senza che gli altri se ne avvedessero se non di fronte ai risultati conseguiti.

Perché allora tanto silenzio da parte della società civile?

Si, è vero ai funerali c’erano tutti, il Presidente della Regione Siciliana, il prefetto, il sindaco, molti assessori e deputati regionali, tutti i colleghi di lavoro, altre personalità, ……, qualcosa però mancava.

Probabilmente perché era e rimarrà per sempre un dipendente della Regione Siciliana. Un alto prelato ha recentemente definito la burocrazia regionale peggiore della peste bubbonica. Un piccolo sindacalista di un sindacato storico sembra che abbia definito l’Amministrazione Regionale una sorta di cosca mafiosa.

Si vuole così trasmettere l’errata convinzione che l’esercizio “normale” delle proprie funzioni costituisca nell’Amministrazione Regionale una “anomalia”, accrescendo enormemente le quote di rischio e di solitudine di chi, anche senza alcun protagonismo, opera serenamente al servizio delle istituzioni.

Questo è il messaggio che da anni una regia non tanto occulta porta avanti. E’ certamente vero che tra i 16500 dipendenti della Regione Siciliana possano esserci soggetti che sarebbe meglio espellere una volta accertatane l’indegnità, ma quale altra azienda di queste dimensioni non annida al suo interno simili situazioni?

Noi vogliamo in questo momento pensare ai tanti colleghi e colleghe che correttamente e onestamente svolgono giornalmente il proprio dovere e Filippo Basile era uno di questi.

Filippo Basile non ha più bisogno delle fanfare di maniera, se l’effetto dei suoi cari e dei suoi amici, il rispetto di chi lo ha conosciuto, le preghiere di tutti coloro che le hanno recitate possono servire a qualcosa, certamente gli consentiranno a pieno titolo di entrare in quel mondo dei giusti dove le fanfare terrene non contano più.

Il direttivo regionale

Palermo, 5 agosto 1999