Depositati i primi ricorsi collettivi contro il Blocco della Contrattazione dal 2006 per ottenere:

Øun equo indennizzo per la perdita del potere di acquisto dal 01/01/2006 al 30/07/2015

Øun risarcimento del danno per i mancati adeguamenti contrattuali dal 30/07/2015 fino all'effettivo rinnovo del CCRL

Øuna somma a titolo di penale per il prolungato ritardo del rinnovo contrattuale

PER L’ADESIONE E TUTTE LE INFORMAZIONI RIVOLGERSI ALLA SEGRETERIA DI.R.SI

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Filippo Basile

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incontro 12/04/2017 - Resoconto PDF Stampa E-mail
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Giovedì 13 Aprile 2017 10:02

Incontro del 12 aprile 2017 ore 10:00

Tra i Sindacati e il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana

RESOCONTO

All’incontro con le sei sigle sindacali richiedenti, oltre al Presidente On.le Ardizzone ha presenziato  il Vicepresidente On.le Lupo. Si riporta di seguito una sintesi degli interventi.

Ardizzone: La norma sulla dirigenza non è nella Legge di Stabilità ma nello Stralcio n. 1276 I/A ad essa collegato da trattare previo confronto con i sindacati, in una versione condivisa non sussistendo problemi circa i tempi di approvazione

Crimi UIL: La problematica deve essere affrontata in modo più ampio ed organico. Non è possibile avere 40 dirigenti in prima fascia e 450 in seconda fascia. Non si deve trattare solo la dirigenza ma si deve mantenere un buon rapporto anche con il comparto, quindi occorre affrontare una modifica radicale della L.R. 10/2000, armonizzando con la “Legge Madia”, riconoscendo il diritto alla carriera sia al comparto che alla dirigenza. I 40 dirigenti di prima fascia hanno un cospicuo aumento stipendiale quindi non sono a costo zero per il bilancio regionale. Occorre rinviare il tutto a tavoli di confronto successivi. L’armonizzazione con le norme statali deve tenere conto anche dei contratti non rinnovati rispetto allo Stato.

Genchi CGIL: Si domanda perché si continua ancora a parlare di fasce dirigenziali: prima, seconda e terza fascia sono anacronistiche. Così si premierebbe chi ha avuto conferiti incarichi in modo per nulla trasparente e senza comparazioni. Si chiede un unico bacino della dirigenza e occorre rivisitare la L.R. 10/2000 che presenta parecchie incongruenze.

Amato SADIRS: Condivide le posizioni UIL per la trattazione in separato apposito tavolo senza scadenza di termini. Riporta i dati della dotazione organica dirigenziali stabilite in 1736 unità dalla L.R. 9/2015 come ribadito nell’ultima circolare della Funzione Pubblica. I dirigenti del RUD attualmente in servizio sono 1397. Con l’emendamento attuale si determinerebbe un saldo negativo di 904 dirigenti fuori dal Rud relegati ancora alla terza fascia mantenuta ad esaurimento e di fatto demansionati. I criteri previsti per l’accesso alla prima e alla seconda fascia sembrano su misura per favorire alcuni a discapito di altri. Subdolamente si vuole aprire a 147 dirigenti esterni. Inoltre mantenendo la terza fascia, questi dirigenti non possono fruire della mobilità verso altre pubbliche amministrazioni. Si deve riprendere l’emendamento On.le Cordaro A38 con la quale si prevedeva la soppressione della terza fascia.

Patricolo DIRSI: Tutte le norme sul personale sono ultimamente intervenute in maniera scollegata, esclusivamente con leggi di natura finanziaria e non con leggi organiche. Siamo in presenza della L.R. 9/2015 che prevede prepensionamenti ed una riorganizzazione biennale con apposito regolamento; le strutture accorpate non perdono funzioni e competenze ma solo dirigenti e dipendenti. Il settore che è più in crisi è quello dei Beni Culturali. La previsione dei 40 dirigenti di prima fascia discende dalla prima versione della L.R.10/2000 quando oggi le strutture dipartimentali sono diventate 27. Si deve fare un ragionamento su una unica norma che riorganizzi tutta la pubblica amministrazione in maniera organica considerato che alla fine del percorso sui prepensionamenti resteranno in servizio solo 800 dirigenti. La dirigenza non può affrontare esclusivamente le emergenze senza alcuna programmazione. Le tre fasce ormai sono superate. In seconda fascia sono oggi solo 16 dirigenti di cui 8 provenienti per mobilità da altre pubbliche amministrazioni e 8 ex dirigenti superiori (bastava un unico giorno di ufficio di gabinetto per diventare dirigenti superiori).

Esiste poi la problematica degli incarichi ad interim sulle strutture rette da dirigenti poi pensionati. Ad oggi non esiste una pianta organica dell’Amministrazione Regionale, per cui non si sa quanti dipendenti devono essere assegnati strutturalmente ai dipartimenti, e qualsiasi confronto numerico e statistico con altre amministrazione deve tenere conto delle specificità normative della Regione Siciliana e delle competenze demandate dallo Stato, a titolo esemplificativo il comune di Roma ha 40.000 dipendenti mentre la denigrata Regione Siciliana ne ha circa 15.000.

Altra problematica costituisce l’abolizione dell’ARAN Sicilia che nello stralcio viene trattata in un articolo di un semplice rigo, senza specificare chi tratterà la materia contrattuale. Occorre normare la sua abolizione prevedendo l’organismo che tratterà tutte le contrattazioni anche decentrate. Se le problematiche dei dipendenti regionali si sposteranno a Roma si deve considerare che l’ARAN nazionale per gestire un contratto vuole essere remunerata e occorre quindi prevedere il trasferimento di somme.

Occorre poi rivisitare le ultime norme su Malattie, Legge 53, Legge 104, Retribuzione economica di tabellare e parte fissa armonizzandole con la normativa statale. e per affidare incarichi di dirigenza e dirigenza generale occorre applicare procedure di trasparenza ai sensi della Legge 241/1990.

Matranga COBAS: Da 24 mesi non si ha dialogo con il governo regionale oggi si riprendono le normali relazioni. Dalla L.r. 10/2000 in poi tutte le norme sul personale sono state fatte in modo estemporaneo con leggi tampone e disorganiche. Non basta una legge stralcio, occorre fare una legge organica sul personale, che preveda un rilancio serio dell’attività lavorativa.

Montera CISL: Serve sicuramente un confronto stabilendo da subito una sede e i tempi, oggi la CISL non entra nel merito, lo farà con l’Assessore Lantieri e nelle competenti Commissioni Legislative dell’ARS. Le fasce devono essere due. Occorre agganciarsi allo Stato anche per il contratto, prevendendone anche la relativa copertura finanziaria. L’articolo 29 (prerogative sindacali) potrebbe approvarsi con la Legge di Stabilità.

Ardizzone È preferibile predisporre un autonomo disegno di legge organico condiviso con i sindacati. Una buona base di partenza potrebbe essere l’emendamento A38 dell’On. Cordaro. L’articolo 23 negli attuali termini è inammissibile anche nel “collegato”. Se c’è la volontà politica in due mesi si può affrontare un percorso normativo valido ed omogeneo con le norme nazionali.

Lupo La prima Commissione dell’ARS dovrebbe da subito e parallelamente trattare la materia, in modo da affrontarla dopo il 30 aprile con il collegato. Un disegno di legge autonomo potrebbe non essere approvato entro questa legislatura

Ardizzone Sarebbe bene arrivare ad una proposta condivisa da tutti i sindacati. Ci possono essere più collegati che trattino le materie omogenie fra di loro che potrebbero avere una via legislativa preferenziale subito dopo la Finanziaria.

 

 
Comunicato 6/4/17 PDF Stampa E-mail
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Giovedì 06 Aprile 2017 21:45

La pesante protesta del nostro sindacato e dei singoli dirigenti contro la norma che "armonizza" la dirigenza regionale è stata recapitata a tutti i componenti della commissione bilancio e a gran parte dei deputati dell'ars.

La nostra sigla sindacale, che ha sorvegliato il percorso della Finanziaria 2017 sin dal suo esordio nello scorso novembre, è stata l'unica che ha chiesto di essere ascoltata in Seconda Commissione, e nell'audizione del 07 febbraio ha sostenuto il passaggio di tutti i dirigenti dalla terza alla seconda fascia del RUD, come testimoniato dalla registrazione streaming della seduta, quando lo stesso Presidente Vinciullo ha condiviso in toto la nostra soluzione.

Colpito dalla violenza della protesta di oggi, l'On.le Vinciullo ha convocato questo pomeriggio all'ARS, il Segretario Regionale DIRSI Eugenio Patricolo, in un faccia a faccia per raccogliere le ragioni del profondo malcontento.

Il Presidente della Commissione II si è dichiarato disponibile a rivedere alcuni passaggi del testo approvato.

 

Da parte nostra ribadiamo il principio di unificazione delle fasce senza lasciare sul campo nè morti nè feriti.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 06 Aprile 2017 21:56 )
 
Finanziaria 2017 - Emendamento approvato in commissione Bilancio PDF Stampa E-mail
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Giovedì 06 Aprile 2017 11:51

Ieri sera è stato esitato in Commissione Bilancio un emendamento alla Finanziaria 2017, avente ad oggetto Armonizzazione delle norme sulla dirigenza pubblica regionale”, che alleghiamo al presente comunicato (in coda).

L’articolo dispone la previsione di due fasce della dirigenza regionale, e consente l’accesso alla prima ai dirigenti che abbiano ricoperto incarichi di direzione di strutture di massima dimensione o equiparata per un periodo complessivamente non inferiore a sei anni e mezzo, alla seconda quelli che abbiano ricoperto incarichi di direzione di strutture intermedie (aree e servizi) ed equiparate per un periodo complessivamente non inferiore a cinque anni. In entrambi i casi requisito necessario è “l’avvenuto ingresso nell’Amministrazione regionale con pubblico concorso per la qualifica di dirigente ovvero in base a specifiche disposizioni di legge concernenti processi d’inquadramento o mobilità da altre amministrazioni pubbliche”.

La prima fascia sarà composta da n. 40 dirigenti, la seconda fascia da n. 450.

L’accesso alla dirigenza regionale, per i restanti posti disponibili, avverrà mediante concorso pubblico mentre e restanti unità dirigenziali di terza fascia resterebbero in un ruolo a esaurimento.

Come se non bastasse, i dirigenti che non potranno accedere (la maggior parte) alle due fasce, rimasti nella terza fascia, ad esaurimento, e potranno ricoprire incarichi solo di unità operative.

Tale disposizione è del tutto illogica, approssimativa, e lesiva nei confronti della gran parte della dirigenza regionale, in particolare per quanto riguarda i dirigenti di unità operative, che hanno svolto e svolgono ruoli di responsabilità, analoghi a quelli che dirigono strutture intermedie.

Inoltre i dirigenti che rimarrebbero esclusi dalle due fasce (circa 800 unità) costituiscono in buona parte la quota della dirigenza anagraficamente più giovane e quindi capace di dare migliori e validi contributi all’azione dell’Amministrazione.

 

Questa Organizzazione Sindacale pertanto, a tutela della dignità della dirigenza regionale, ancora una volta mortificata da norme prive di alcuna ratio o strategia che risponda ad un effettivo interesse nel perseguire l’efficacia della Pubblica Amministrazione, manifesta il profondo dissenso nei confronti della norma esitata in Commissione Bilancio, e organizzerà un’assemblea sit-in dinanzi a Palazzo dei Normanni, le cui modalità saranno dettagliate in un prossimo comunicato

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Dagli appunti a margine del testo si ricavano le modifiche ulteriori approvate durante la seduta e che hanno portato i periodi da dieci a 78 mesi (sei anni  e mezzo)  e da otto anni a 60 mesi (cinque anni).

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Qui di seguito la trascrizione del testo

Articolo…..

Armonizzazione delle norme sulla dirigenza pubblica regionale

1. Nella prospettiva di un’organica riforma e al fine di consentire l’applicabilità dell’istituto della mobilità, l’ordinamento della dirigenza nella Regione Siciliana e negli enti di cui all’art.1 della legge 10 del 15 maggio 2000 è regolato dai principi generali della normativa statale in materia di dirigenza pubblica secondo le disposizioni dei successivi commi.

2. Il Ruolo unico previsto dell’articolo 6 della Legge regionale 15 maggio 2000, n.10 e sue successive modifiche e integrazioni è composto da40 dirigenti di prima e da 450 dirigenti di seconda fascia ed è distinto in sezioni ed eventuali profili professionali specifici definiti con decreto del Presidente della Regione da adottarsi entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente legge su proposta dell’Assessore regionale della Funzione Pubblica e delle Autonomie Locali.

3. In prima applicazione, alla prima e alla seconda fascia di cui al comma 1 accedono rispettivamente, ove non ostino specifiche ipotesi di responsabilità disciplinare, i dirigenti del ruolo unico che alla data del 31/ dicembre 2016 abbiamo ricoperto incarichi di direzione di strutture di massima dimensione o equiparate per un periodo complessivamente non inferiore a dieci anni e quelli che alla stessa data abbiamo ricoperto incarichi di direzione almeno di strutture intermedie di cui all’art. 4  comma 1 della Legge regionale 15 maggio 2000, n.10 ed equiparate per un periodo complessivamente non inferiore a otto anni, fermo restando l’avvenuto ingresso nell’Amministrazione regionale con pubblico concorso per la qualifica di dirigente ovvero in base a specifiche disposizioni di legge concernenti processi d’inquadramento o mobilità da altre amministrazioni pubbliche.

4. Per le finalità di cui al comma precedente, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, il Dipartimento regionale della Funzione Pubblica e del Personale redige apposita graduatoria.

5. Successivamente all’applicazione dei commi precedenti la terza fascia dirigenziale è mantenuta ad esaurimento nei limiti della dotazione organica residuale secondo quanto previsto dall’articolo 49 comma 3 della Legge regionale 7 maggio 2015 n. 9.

6. Fatto salvo quanto previsto ai commi precedenti, l’accesso alla qualifica dirigenziale e il passaggio di fascia sono regolati dagli articoli 23, 28 e 28 bis del Decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modifiche e integrazioni.

7. Al fine di corrispondere alle crescenti esigenze di funzionalità amministrativa mediante la semplificazione e l’efficientamento delle modalità di attribuzione delle diverse responsabilità dirigenziali, tutti gli incarichi previsti dall’art.9 della Legge regionale 15 maggio 2000, n.10 e successive modifiche ed integrazioni sono conferiti, secondo i termini e le procedure ivi regolate, a dirigenti del Ruolo unico di prima e seconda fascia tenendo conto, in relazione alla natura e alle caratteristiche degli obiettivi prefissati ed alla complessità della struttura interessata, delle attitudini e delle specifiche competenze e capacità professionali del singolo dirigenti, dei risultati conseguiti in precedenza e della relativa valutazione oltre che delle specifiche competenze organizzative possedute facendo salvo l’obbligo di prioritaria considerazione della corrispondente sezione di appartenenza rispetto alla struttura da ricoprire e l’applicabilità a tutti i predetti incarichi dirigenziali delle previsioni normative richiamata dal comma 8 del predetto art. 9 entro il limite percentuale ivi previsto nel caso di comprovata assenza di specifiche professionalità interne.

8. Gli incarichi di direzione di unità operative possono essere altresì conferiti, per necessità di servizio, ai dirigenti della terza fascia dirigenziale ad esaurimento secondo le procedure e i criteri richiamati e previsti dal precedente comma 7.

9. L’amministrazione rende conoscibili, anche mediante pubblicazione di apposito avviso sul proprio sito istituzionale, il numero e la tipologia dei posti di funzione che si rendono disponibili nella rotazione, acquisisce le disponibilità dei dirigenti interessati e le valuta.

10. Gli enti di cui all’art.1 della legge 10 del 15 maggio 2000 adeguano i propri ordinamenti alle disposizioni di cui al presente articolo.

11. All’articolo 13 del comma 3 della legge regionale 17 marzo 2016, n.3, le parole “l’accorpamento per materie omogenee di strutture dirigenziali” sono sostituite con le parole “l’accorpamento per materie omogenee di unità operative di base”

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 06 Aprile 2017 11:55 )
 
RIPARTIZIONE DEL FONDO DELLA DIRIGENZA 2016 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 31 Marzo 2017 14:14

 

Contro l’iniqua distribuzione delle risorse del Fondo della Dirigenza, questa O.S., proclamato lo stato di agitazione. ha avviato le procedure di raffreddamento e di conciliazione, necessarie e propedeutiche alla prosecuzione in sede giudiziaria della vertenza contro l’illegittimità della ripartizione, secondo la deliberazione dell’assemblea sindacale dei dirigenti del 24/11/2016.

Definita con esito negativo la procedura di conciliazione, è stato effettuato l’accesso agli atti presso il Dipartimento Regionale Bilancio e Tesoro, ottenendo tutta la documentazione istruttoria a supporto dei decreti di ripartizione, D.D.R.G. n. 1975/2016 del 17/11/2016 e D.D.R.G. n. 2274 del 12/12/2016.

E' stato quindi consultato l'affermato studio Rubino di Palermo, come da indicazioni ricevute.

L’avvocato Girolamo Rubino, secondo quanto illustrato nel richiesto parere (clicca qui per scaricarlo), ed al contrario di quanto sostenuto dai due studi legali precedentemente interpellati, esclude sia la competenza del giudice amministrativo (TAR) sia la legittimazione attiva del sindacato per atti concernenti singoli iscritti, e sostiene che la controversia contro i citati decreti di ripartizione debba essere necessariamente incardinata dinanzi al giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro, non trattandosi di ipotesi in cui l’Amministrazione stia esercitando un potere discrezionale nell’organizzazione delle proprie strutture, ma di esecuzione di un contratto collettivo nella parte in cui determina l’ammontare della retribuzione del lavoratore.

L’azione legale va posta dinanzi al giudice del lavoro, “mediante dei ricorsi individuali proposti dai singoli dipendenti, volti al riconoscimento del diritto ad un procedimento di riparto delle somme del fondo della Dirigenza, previa disapplicazione dei decreti sopracitati di ripartizione delle somme, dei decreti di pesatura adottati da ciascun dirigente generale, nonché dei relativi contratti individuali di lavoro”.

Questa O.S. ha pertanto concordato con lo studio legale Rubino la proposizione di un ricorso in forma collettiva, fissando il costo di € 100,00 a ricorrente solo per gli iscritti al sindacato Di.R.Si.

Con successivo comunicato saranno fornite le opportune informazioni circa la documentazione da produrre e le modalità per la sottoscrizione del mandato legale.

Gli interessati al ricorso possono fin da ora manifestare la propria volontà di adesione chiamando il numero 091 6260609 (lun.-ven. dalle 9,30 alle 13,30) o lasciando un messaggio in segreteria telefonica con i propri recapiti, ovvero inviando una e-mail all’indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 31 Marzo 2017 21:07 )
 
Gandi Gallina se n'è andato PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 20 Marzo 2017 08:36

Oggi 19 marzo 2017 si è spento

GANDI GALLINA

rifondatore della nostra Associazione e Segretario Regionale per oltre vent'anni.

Tutti i dirigenti della Regione Siciliana devono molto a Lui, per le tante battaglie, combattute con visione alta dell'attività sindacale, a tutela ed a garanzia della dignità della dirigenza, nella profonda consapevolezza del suo ruolo cardine e propulsivo nella Pubblica Amministrazione Regionale.

Collega ma soprattutto grande amico, il Comitato Direttivo e tutto il Sindacato DIRSI lo ricorderà sempre per la sua forza e per il suo spirito indomito che lo ha sempre contraddistinto nella sua vita.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 31 Marzo 2017 14:17 )
 


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