Depositati i primi ricorsi collettivi contro il Blocco della Contrattazione dal 2006 per ottenere:

Øun equo indennizzo per la perdita del potere di acquisto dal 01/01/2006 al 30/07/2015

Øun risarcimento del danno per i mancati adeguamenti contrattuali dal 30/07/2015 fino all'effettivo rinnovo del CCRL

Øuna somma a titolo di penale per il prolungato ritardo del rinnovo contrattuale

PER L’ADESIONE E TUTTE LE INFORMAZIONI RIVOLGERSI ALLA SEGRETERIA DI.R.SI

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Filippo Basile

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Audizione all'ARS Commissione II Bilancio e Programmazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 21 Novembre 2016 12:13

Il giorno 17 novembre 2016 alle ore 9,30 la II Commissione Bilancio e Programmazione dell’ARS  ha convocato la nostra Associazione sindacale per discutere delle ripercussioni della  legge di stabilità  2017 sulla dirigenza e, in particolare, delle previsioni di legge i cui influssi potrebbero nel breve termine penalizzare ulteriormente la categoria.

La convocazione per l’audizione era rivolta anche all’Assessore per l’Economia e all’Assessore per le Autonomie locali e la Funzione pubblica. Per il Governo era presente esclusivamente l’Assessore Baccei.

La Di.R.Si. ha rappresentato che in diverse occasioni ha richiesto di aprire un tavolo di confronto con le istituzioni per definire una reale riforma del settore, in ultimo con la richiesta di approfondimento sulla riforma nazionale “legge Madia” e il suo possibile recepimento. Ma come è noto, non si è mai ottenuta una risposta efficace da questo Governo che, invece, ha attivato interventi legislativi con efficacia diretta sul Contratto Collettivo regionale, sia dal punto di vista economico (riduzione del Fondo per la dirigenza), sia dal punto di vista giuridico (art.49 L.R. 9/2015).

Oggi, con la proposta di legge di stabilità 2017 questo Governo vuole intraprendere un percorso di tipo opposto a quello posto in essere con le precedenti leggi finanziarie prevedendo il turnover per la dirigenza con l’attivazione di concorsi per dirigenti da immettere nei ruoli dell’Amministrazione regionale da inserire nella II fascia.

Si è, inoltre, precisato che è estremamente contraddittorio che la medesima Assemblea regionale che ha approvato l’art.49 comma 3 della legge finanziaria n.9/2015, ove è stata  espressamente stabilita la ridefinizione, con frequenza annuale, della  dotazione organica della dirigenza e sempre in diminuzione per tutte le cessazioni dal servizio, oggi possa discutere di assunzioni mirate di altre figure di dirigenti.

Si è poi evidenziato che la nostra O.S. ha già formalmente richiesto l’avvio delle trattative per il rinnovo del CCRL nel cui ambito vanno ricompresi il trattamento economico fondamentale ed accessorio dei dirigenti e le relative modalità e criteri di attribuzione, al fine di impedire l’ennesimo intervento sul Fondo della dirigenza già ripetutamente ridotto ed ora pesantemente tagliato dall’ultima ripartizione.

L’Assessore Baccei, invitato dal Presidente della Commissione, ha risposto al nostro intervento comunicando che il numero dei dirigenti che il Governo ha intenzione di immettere nei ruoli è irrisorio, si tratta solo di 30 dirigenti (che sostituirebbero altrettanti Dirigenti pensionati per anzianità o per vecchiaia, e non prepensionati) in possesso delle  professionalità di avvocato (per l’Ufficio legislativo e legale), ingegnere informatico ed esperto contabile (per la Ragioneria Generale), precisando che in assenza di queste figure l’Amministrazione regionale ha enormi difficoltà a portare a compimento una serie di attività fondamentali, ma che comunque si tratta di una bozza di disegno di legge ancora da definire.

Abbiamo immediatamente replicato, sostenendo che nel ruolo della Dirigenza vi sono già 150 dirigenti laureati in giurisprudenza, 50 in scienze economiche, ma che non vi sono in ogni caso figure informatiche, e pertanto non siamo contrari all’immissione di nuovi dirigenti, specialmente se giovani e brillanti laureati, ma alla fine di un percorso di riforma del comparto che possa garantire una maggiore efficacia dell’utilizzo delle risorse presenti.

Si dovrà, invece, immediatamente procedere ad una  riforma della legge n.10 del 2000 con la previsione di un’unica fascia dirigenziale, atteso che oramai i dirigenti sono solo di III fascia, ad esclusione di n.17 di seconda, alcuni dei quali prossimi alla pensione, e delle nuove disposizioni della legge Madia che prima o poi si dovranno applicare anche in Sicilia.

L’Assessore Baccei ha immediatamente replicato, sostenendo che la riforma della dirigenza attiene a competenze dell’Assessore alla Funzione Pubblica e non al ramo di amministrazione cui lo stesso è preposto, e che comunque il problema fondamentale che le persone con le suddette specificità di laurea non si propongono per ricoprire le postazioni attualmente vacanti.

Risposta assolutamente corretta, ma alla stessa stregua una riflessione sembra obbligatoria:   l’immissione in ruolo di nuovi dirigenti e la ricerca delle più appropriate professionalità non dovrebbe essere inclusa tra le competenze della collega Lantieri?

In conclusione questa O.S. nel confermare lo stato di agitazione già proclamato, convocherà a breve un’assemblea dei dirigenti per intraprendere le azioni di lotta più incisive ed impedire l’ennesimo intervento penalizzante sulla categoria

 
Legge di Stabilità 2017 - Convocata la DIRSI all'ARS PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 14 Novembre 2016 11:23

Il sindacato DIRSI ha fatto richiesta di incontro ed è stato successivamente convocato per  il 17 Novembre 2016  presso la Commissione II Bilancio dell'ARS per discutere della Bozza di Legge di Stabilità 2017 e delle ripercussioni che avrà sulla dirigenza.


Vi invitiamo pertanto ad inviare le vostre osservazioni e suggerimenti sulla Bozza Legge di Stabilità a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 14 Novembre 2016 11:36 )
 
Informativa sulle pesature delle strutture del Dipartimento Beni culturali. PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 21 Ottobre 2016 21:32

Il giorno 20 u.s. abbiamo partecipato ad una riunione presso il Dipartimento dei BB.CC., presente il D.G. dott. Pennino, il dott. Greco e il dott. Carapezza, il cui ordine del giorno è stata la pesatura delle strutture dirigenziali del Dipartimento, secondo lo schema dettato dalla Delibera di Giunta 32/2016, che prevede la possibilità di verificare la pesatura delle strutture dirigenziali tramite l’utilizzo di 9 parametri “funzionali” (nel senso che individuano funzioni svolte), per cui a secondo di quante funzioni vengono individuate viene calcolato il peso della struttura, secondo lo schema allegato.

In prima battuta abbiamo obbiettato che lo schema (clicca qui per scaricare lo schema) presentato al tavolo conteneva errori sulla corrispondenza tra numero di funzioni individuate e peso corrispondente, il dott. Greco al riguardo ha risposto che si trattava di errori materiali e che sarebbero stati corretti, nel prosieguo del nostro intervento abbiamo fatto notare come in realtà per determinate strutture, vedi soprattutto le soprintendenze e alcuni poli sarebbe stato opportuno introdurre da 1 a 2 parametri in più, ed in particolare il 6 (gradi di esposizione della struttura a rischio corruttivo) per tutte quelle in cui le azioni svolte sono inserite nel piano triennale anticorruzione, proprio per disincentivare una simile opportunità, ed anche il parametro 8 (funzioni di particolare rilievo intrattenute con i Dipartimenti e/o enti regionali e/o organi statali e/o sovrannazionali) per tutte quelle strutture che emettono pareri, partecipano a conferenze di servizio, emettono autorizzazioni.

Secondo quanto suggerito da noi in riunione, possiamo prevedere una lievitazione delle pesature, avvalorata dal fatto che la riforma prevista dall’art. 49 della L.R. 9/2015, che ha trovato attuazione con il regolamento D.P.Reg. 12/2016, ha ridotto significativamente il numero delle strutture dirigenziali del funzionigramma della Regione Siciliana, ma non ha ridotto le funzioni svolte da questa Amministrazione nel suo complesso, per cui le strutture attuali che sono figlie di accorpamenti delle precedenti, ovviamente tendono ad avere un carico “funzionale” più elevato, il che dovrebbe prevedere maggiori risorse economiche di parte variabile, secondo il principio che la parte variabile di ogni dirigente inserita nel proprio contratto individuale serve a remunerare le responsabilità dettate dalle funzioni da svolgere e dagli obbiettivi da raggiungere nel breve e nel medio periodo, dipende dalla durata dei contratti.

Altro argomento che abbiamo portato all’attenzione del tavolo riguarda naturalmente la divisione del Fondo della Dirigenza previsto dall’art. 66 del C.C.R.L. vigente, che secondo quanto riportato nella circolare 24/2016 (punto 5 pag. 6) (clicca qui per scaricare la circolare) della Ragioneria Generale ha le seguenti dotazioni economiche:

 

· per l’anno 2015 € 3.572.122,88

· per l’anno 2016 € 29.940.000,00               (meno 1.632.122,00 rispetto al 2015)

· per l’anno 2017 € 27.549.000,00               (meno 2.931.000,00 rispetto al 2016)

· per l’anno 2018 € 26.323.000,00               (meno 1.226.000,00 rispetto al 2017).

Per questa divisione è stata chiesta una procedura parallela sin dalla concertazione con l’Assessore Lantieri, come si può vedere dagli interventi inseriti nei verbali, ma ad oggi non risulta che sia stato fatto nessun passo avanti; fin dall’inizio abbiamo suggerito che fossero adeguati i criteri previsti nel contratto collettivo, che ovviamente sono stati inseriti per una procedura a regime (cosa che ormai si è persa nella notte dei tempi considerato che abbiamo subito la terza ristrutturazione in pochi anni), e che si prendessero in considerazione principalmente il numero delle strutture dirigenziali inserite nel nuovo funzionigramma, e il numero di dirigenti all’interno di ciascun Dipartimento, dati oggettivi (e quindi di non tenere conto della spesa storica, parametro non più attuale).  Per stimolare comunque questa divisione, abbiamo suggerito di predisporre una valutazione (il più possibile oggettiva) delle necessità di budget economico ipotizzato e necessario (inteso come “desiderata”) e di trasferire queste informazioni alla Ragioneria Generale, che sulla scorta di quanto richiesto da tutti i Dipartimenti e C.R.A. potrebbe predisporre eventualmente una suddivisione percentuale in base al rapporto di quanto richiesto, da tutti, e di quanto disponibile; è chiaro che questo metodo deve essere mutuato con quanti andranno in pensione, e qui si apre un altro capitolo complicato di questa vicenda.

I dati sopra descritti evidenziano una particolarità su come potere predisporre la gestione dei contratti, ed in particolare per tutti i dirigenti che non andranno in pensione entro il 31/12/2018 bisognerà tenere in considerazione il budget del 2018 per definire il contratto a partire dal 1/07/2016 e fino al 31/12/2018, perché deve essere garantita la copertura finanziaria per l’intero contratto.

Tutti i dirigenti che andranno in pensione entro il prossimo biennio (2017-2018) dovranno potere accedere alle risorse derivanti dalla differenza di budget, rapportate all’effettiva permanenza in servizio, e in più bisognerà tenere conto di tutti gli incarichi ad interim, che secondo quanto previsto dalla legge potranno essere assegnati fino ad un anno, e per i quali si dovrà prevedere comunque la quota di risultato per il dirigente incaricato.

Un ulteriore parametro da tenere in considerazione è che nel primo semestre di questo anno sono state impegnate risorse derivanti da proroghe di contratti stipulati con le previsioni del fondo del 2015, e quindi l’incidenza per i primi 6 mesi sarà sicuramente maggiore rispetto alla metà del budget 2016 (impegnati  € 16.124.287,48, disponibilità € 14.457.312,68 comprese le variazioni di bilancio), con le conseguenza che in pratica le risorse saranno inferiori per i nuovi contratti. Tutto ciò rende alquanto complessa la procedura di divisione del budget e di conseguenziale  contrattualizzazione dei dirigenti, considerato che tutto deve essere fatto entro la fine dell’anno, per evitare perdita di risorse.

Invitiamo tutti i dirigenti della Regione Siciliana a rendersi partecipi di questi passaggi, di non restare inerti nell’attesa che le cose prima o poi si risolvano per miracolo o grazia ricevuta, ma soprattutto non si cullino sulla possibilità che comunque “l’amico” di turno possa esercitare la propria influenza, e garantire situazioni non più sostenibili.

In attesa delle prossime puntate, che speriamo siano il più possibile ravvicinate, che non si apra una telenovela infinita, che ci troverebbe costretti a dovere riprendere uno stato di agitazione più concreto e fattivo, a cominciare dal rispetto delle funzioni assegnate considerato che ad oggi non sono stati sottoscritti i contratti individuali.

Per quanto riguarda la concertazione aperta al Dipartimento dei BB.CC. il prossimo appuntamento e per giovedì 27 ottobre.

 

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 21 Ottobre 2016 21:42 )
 
Accolta richiesta di risarcimento per maxirotazioni 2013 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 21 Ottobre 2016 21:24


Con due sentenze del 14 ottobre scorso il Tribunale di Palermo, sezione lavoro ha accolto la domanda di risarcimento presentata da due dirigenti regionali privati dell’incarico dirigenziale a seguito della maxirotazione attuata dal governo Crocetta nell’anno 2013.

I due dirigenti, iscritti dell’associazione sindacale Dirsi – con l’assistenza degli avvocati Lorenzo Maria Dentici e Luigi Lo Casto - avevano adito l’autorità giudiziaria lamentando la violazione delle disposizioni di legge e di contratto sul conferimento degli incarichi dirigenziali.

Il Tribunale, in entrambi i casi, ha accertato la violazione degli artt. 41 e 42 del CCRL area della dirigenza.

L’Amministrazione aveva infatti l’onere di garantire un incarico equivalente a quello precedentemente rivestito, cosa che invece non ha fatto.

Per tali ragioni il Tribunale ha condannato l’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione Professionale e l’Assessorato del Territorio e dell'Ambiente a risarcire il danno subito dai dirigenti in una misura equivalente alla retribuzione di posizione parte variabile perduta, oltre al 70% della retribuzione di risultato da intendersi come da perdita di chance.

Queste sono le prime decisioni adottate dalla magistratura con riferimento alla posizione dei singoli soggetti coinvolti nella maxirotazione.

 

L’accertata illegittimità dell’operato dell’amministrazione rischia di cagionare un pesante danno erariale di cui potrebbero essere chiamati a rispondere i dirigenti generali che hanno lasciato i dirigenti coinvolti in una situazione di forzata inoperosità.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 21 Ottobre 2016 21:30 )
 
Determinazioni Assemblea 07/03/2016 PDF Stampa E-mail
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Martedì 08 Marzo 2016 14:15

COMUNICATO

ASSEMBLEA SINDACALE DEI DIRIGENTI

Il giorno 7 marzo 2016 si è svolta l’assemblea sindacale dei dirigenti con all’ordine del giorno:

1) refluenze della finanziaria 2016 sul Fondo della dirigenza e sul Fondo Pensioni;

2) rinnovo C.C.R.L., eventuali iniziative di protesta.

L’Assemblea ha avuto una notevole partecipazione da parte dei colleghi dirigenti, che hanno manifestato profondo malcontento per le continue azioni vessatorie nei confronti dell’intera categoria che producono risultati negativi sia a breve che a lungo termine sull’attività amministrativa, senza che si possa intravedere un progetto lungimirante di reale riforma. L’Assemblea ha manifestato la volontà di mantenere lo stato d’agitazione proclamato nello scorso mese di dicembre, con limitazione della prestazione lavorativa esclusivamente all’orario canonico, con esclusione di ogni forma di reperibilità, ed astensione da qualsiasi attività che non sia prevista dal contratto individuale di lavoro, nonché dalle funzioni della struttura cui i dirigenti sono preposti.

I recenti provvedimenti approvati con la legge finanziaria:

- il taglio di un milione di euro del fondo per il trattamento di posizione e di risultato della dirigenza regionale ex art.66 C.C.R.L.;

- lo slittamento al 2026 del trasferimento al Fondo Pensioni Sicilia dell’importo di 59 milioni di euro, quale dotazione finanziaria annua;

- la mancata previsione a carico del bilancio della Regione delle somme necessarie al rinnovo del C.C.R.L., alla luce della sentenza emessa dalla Corte Costituzionale a giugno del 2015;

dimostrano esclusivamente la volontà di ridurre le risorse economiche per i comparti della pubblica amministrazione regionale, realizzati con tagli lineari che hanno come risultato l’accanimento, sempre maggiore, soprattutto nei confronti della categoria dei dirigenti regionali.

L’Assemblea ha, pertanto, deciso di portare avanti ogni azione di lotta finalizzata:

- al recupero immediato del taglio del Fondo della dirigenza, sin dai prossimi provvedimenti legislativi;

- al ripristino del trasferimento al Fondo Pensioni Sicilia dell’importo annuale che deve garantire attraverso il suo impiego rendimenti destinati al pagamento delle future pensioni. Sul punto è stato stigmatizzato il gravissimo tentativo da parte del Governo di utilizzare, per l’esercizio finanziario 2016, le risorse destinate al Fondo Pensioni Sicilia per reperire denaro come in una specie di bancomat;

- allo stanziamento delle somme necessarie per riaprire, nell’immediato, la stagione contrattuale del rinnovo del C.C.R.L..

Questa O.S. proseguirà nelle proprie azioni di lotta per raggiungere gli obiettivi indicati dalla categoria che rappresenta, in ogni sede e con tutti i mezzi a disposizione, di concerto anche con le altre OO.SS..

LA SEGRETERIA REGIONALE

 


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