IL GOVERNO IN TRATTATIVA CON I SINDACATI

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Filippo Basile

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DDL Finanziaria - Delibera di Giunta 78 PDF Stampa E-mail
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Giovedì 26 Marzo 2015 23:28

Il governo del Presidente Crocetta ha tirato l’ennesimo colpo nei confronti della dignità di tutti gli operatori dell’Amministrazione regionale, accanendosi in particolare contro la Dirigenza Regionale. Con la Delibera n.78 del 20 marzo 2015, il Governo ha adottato la legge di stabilità, in essa contrariamente a quanto ci era stato assicurato negli incontri del 17 e 18 marzo, è stata inserita l’ennesima modifica peggiorativa che prevede sostanzialmente il dimezzamento del comparto della Dirigenza regionale.

Questa Organizzazione Sindacale aveva fatto un notevole sforzo con una sostanziale apertura di credito nei confronti di questo Governo, e la risposta è stata l’ennesima giravolta di frittata, calpestando ogni valore di correttezza “etica” così tanto cara a chi sta lavorando alla stesura di questa legge finanziaria.

Nelle “Misure di armonizzazione, razionalizzazione e contenimento della spesa in materia di pubblico impiego”, giustificate come “….contenimento ed efficientamento della Pubblica Amministrazione”, sono previste in particolare le seguenti norme:

- comma 1 dell'articolo 3, è previsto che l’Amministrazione regionale provveda alla “…riorganizzazione del proprio apparato amministrativo mediante una riduzione delle strutture intermedie e delle unità operative di base, comunque denominate, in misura complessivamente non inferiore al 30% rispetto alle rilevazioni sul numero di unità operative di base al 31 dicembre 2014 e alle aree e servizi di cui al decreto del Presidente della Regione 22 ottobre 2014, n. 27 (che ammontano a 2048). All’esito della riorganizzazione, i dirigenti generali applicano l’istituto della risoluzione unilaterale del contratto individuale di lavoro per motivate ragioni organizzative e gestionali come previsto dal vigente contratto collettivo dell’area della dirigenza.”

- comma 3, prevede che alla data di entrata in vigore della legge “la dotazione organica dell’area della dirigenza di cui all’art. 5 della legge regionale 15 maggio 2000 n.10 è ridotta in 850 unità.” (n.d.r. calpestiamo anche la lingua italiana, il valore viene da una semplice divisione tra la dotazione organica definita per il comparto non dirigenziale e il volare di 16, che sarebbe il valore minimo individuato dalla Corte dei Conti come personale per ogni dirigente);

- comma 6 prevede che la Giunta regionale valuti “un programma per la gestione e la progressiva riduzione degli esuberi di personale (gli unici esuberi nella regione sarebbero individuati nel comparto dirigenza) eventualmente risultanti al termine dei processi di fuoriuscita di cui all’art.5 della legge” (prepensionamenti);

- comma 12, invece, sancisce, di fatto, la definitiva eliminazione della clausola di salvaguardia, prevedendo, alla scadenza dell’incarico dirigenziale, la possibilità, anche in assenza di valutazione negativa, di altri incarichi anche di valore economico inferiore.

In realtà viene calpestata la dignità e la professionalità dei Dirigenti della Regione Siciliana, immediatamente e senza alcun riferimento a quanto è stato fatto nelle Amministrazioni Pubbliche Statali, con il decreto legge 95/2012 convertito nella legge n. 135/2012 e le successive modifiche contenute nel decreto legge 101/2013 convertito nella legge 125/2013, facendo entrare di fatto tutti i dirigenti negli esuberi.

Appare oltremodo chiaro che questo Governo Regionale sta attuando, illegittimamente, inopportunamente e in maniera confusionale, senza tenere conto dei risvolti negativi per il buon andamento della Pubblica Amministrazione (già allo sbando, se consideriamo le continue rotazioni di dirigenti generali e dirigenti di strutture intermedie), una riforma che dovrebbe avere come principale obiettivo quello di attuare un contenimento della spesa, che di fatto interviene attraverso l’azzeramento della dirigenza regionale.

Per una più chiara comprensione di quanto sta accadendo, si evidenzia che, allo stato attuale:

- i dirigenti in servizio sono n. 1721 e che, secondo quanto previsto nel disegno di legge governativo, ci saranno almeno n. 871 dirigenti in esubero che non saranno più definiti tali né tutelati in alcun modo;

- di questi ultimi, solo una parte avrà maturato i requisiti per potere accedere ai benefici del prepensionamento. Infatti, secondo le previsioni di questa Associazione, i pensionamenti, spalmati in 5 anni, non dovrebbero superare il numero di 537 (e non 740 come appreso dalla stampa);

- conseguentemente, chi va via nei 5 anni previsti per il prepensionamento, potrà trovarsi nella condizione di non avere non solo la parte variabile (oggi pensionabile) ma neanche la qualifica;

- i dirigenti che resteranno nel caos organizzato, chiamato Amministrazione Regionale, non avranno più una collocazione funzionale in quanto la dotazione organica, nella previsione legislativa, è stabilita in 850 unità, pertanto potrebbe appalesarsi lo spettro della mobilità verso l’esterno all’Amministrazione (impossibile da attuare per chi si trova in terza fascia perché non è prevista negli altri comparti pubblici) e successivamente i licenziamenti, senza nessun tipo di tutela.

Appare chiaro che il Governo Regionale, nonostante l’apertura dimostrata in sede sindacale, in data 17 marzo u.s., ha emanato un disegno di legge che, invece di trovare una soluzione per un’adeguata riorganizzazione dell’Amministrazione Regionale, tende a distruggere le carriere dei dirigenti regionali azzerandole, senza tenere conto dell’art. 97 della Costituzione che individua un principio da applicare obbligatoriamente, ovvero quello del BUON ANDAMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE!

Pertanto invitiamo tutti i colleghi dirigenti a valutare con attenzione l’evolversi della situazione, e a prendere in considerazione eventuali comportamenti che possano portare a forme di protesta che, pur rientrando nei limiti della corretta attività lavorativa, non vadano oltre a quanto dovuto per contratto.

 

 

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 26 Marzo 2015 23:33 )
 
Sospensione dello sciopero - Comunicato stampa PDF Stampa E-mail
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Giovedì 19 Marzo 2015 18:17

Palermo, 19 marzo 2015

Ieri, fino a tarda sera, presso Palazzo d'Orléans, alla presenza del Presidente Crocetta e degli assessori al Bilancio Baccei, alla Funzione Pubblica Leotta e al Lavoro Caruso si è svolta la prosecuzione dell'incontro sindacale convocato a seguito del SIT IN di protesta tenuto il 17 marzo scorso dai dipendenti regionali degli Enti e delle Società partecipate.

Dopo un serrato dibattito e un estenuante braccio di ferro tra sindacati e governo, il Presidente Crocetta ha ceduto, comunicando di essere disponibile a formalizzare un protocollo d'intesa (scaricabile dalla sezione Documenti) che prevede di inviare alla contrattazione con l'ARAN Sicilia tutte le materie relative al personale (pensioni e riclassificazione comprese) che, entro il 10 aprile, dovranno essere restituite con un testo condiviso con i sindacati per essere reinserite nel DDL di stabilità che sarà presentato all'ARS presumibilmente intorno al 15/20 aprile.

Abbiamo sospeso lo sciopero di domani, venerdì 20 marzo - dichiarano i segretari di CISL FP, COBAS/CODIR, SADIRS, UGL, SIAD e DIRSI - perché non siamo interessati ad una prosecuzione della protesta per motivazioni politiche che poco hanno a che vedere con gli interessi dei lavoratori. Pur mantenendo lo stato di agitazione, infatti, abbiamo preso atto, responsabilmente, dell'apertura del Presidente Crocetta sulle tematiche oggetto della vertenza e abbiamo deciso di sospendere le azioni di protesta riservandoci di riproclamare lo sciopero se entro il 15 aprile la contrattazione con l'ARAN non dovesse produrre i risultati desiderati

La eventuale riproclamazione delle nuove giornate di sciopero - proseguono i segretari regionali dei sindacati - saranno decise, questa volta, in concomitanza con il calendario dei lavori d'aula relativi all'approvazione della Finanziaria se il Governo non dovesse mantenere gli impegni assunti dimostrando di non avere a cuore le sorti di una Amministrazione allo sbando dove il personale non intende più subire mortificazioni ed è pronto, come ha dimostrato ancora una volta, in qualsiasi momento a far sentire, forte, la propria protesta per difendere la propria dignità giuridica ed economica

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 19 Marzo 2015 18:19 )
 
Assemblea sit-in del 17/03/2015. i Sindacati Ricevuti da Crocetta PDF Stampa E-mail
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Martedì 17 Marzo 2015 19:27

Oggi, unitamente ai colleghi del comparto, sotto la pioggia battente abbiamo manifestato tutto il nostro dissenso sulle bozze di DDL di finanziaria che abbiamo ricevuto nei giorni scorsi.
Siamo contenti e molto soddisfatti  della massiccia  adesione e convinta partecipazione dei colleghi alla protesta portata sotto le finestre del Governo.
Una delegazione di tutti i sindacati a Palazzo D'Orleans è stata ricevuta dal Presidente Crocetta, presenti anche il Segretario Generale Patrizia Monterosso, il Capo di Gabinetto dell'Assessore alla Funzione Pubblica Giuseppe Amato, il Vice Capo di Gabinetto dell'Assessore all'Economia Gandolfo Librizzi, ed il Commissario Straordinario dell'Aran  Sicilia Claudio Alongi.
Domani (18/03/2015) alle ore 15:00 saremo ricevuti dal Presidente, dall'Assessore all'Economia Baccei, dall'Assessore alla Funzione Pubblica Leotta e dall'Assessore al Lavoro Caruso per trattare ad un primo tavolo i seguenti punti:

  1. La necessità di inserire nella finanziaria tutte quelle norme che non sono oggetto di contrattazione specifica;
  2. di aprire immediatamente il tavolo di contrattazione Aran-Sindacati, per verificare se prima dell'approvazione della finanziaria da parte dell'Ars, si possa addivenire ad un'intesa contrattuale;
  3. la verifica del sistema di equiparazione tra regionali e statali;
  4. l'individuazione di strumenti di riorganizzazione in conseguenza anche degli esodi causati dai pensionamenti.
  5. La verifica della possibilità di revisione della L.R. 10 del 2000

 

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 18 Marzo 2015 14:00 )
 
È l'ora della lotta PDF Stampa E-mail
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Venerdì 13 Marzo 2015 11:55

Palermo, 12 marzo 2015

“Stiamo salvando la Sicilia eliminando i privilegi”. Queste parole, pronunciate dal Presidente della Regione in risposta alla protesta dei sindacati, sono il miglior spot per il SIT IN DI PROTESTA del 17 marzo e la GIORNATA DI SCIOPERO del 20 marzo che porteranno in piazza migliaia di lavoratori pubblici in difesa dei diritti e per dire no alla cattiva politica.

- L’incapacità o il disinteresse dimostrato dal Governo nella mancata previsione, nel DDL di STABILITA’, DI UN PROCESSO DI RICLASSIFICAZIONE DI TUTTO IL PERSONALE E DI UN IMPROCRASTINABILE RIORDINO DELLA DIRIGENZA che ammoderni la macchina amministrativa e la rendi moderna, flessibile e al passo con i tempi;

- La mancata valorizzazione della forza lavoro attraverso il RINNOVO DEL CONTRATTO GIURIDICO scaduto da oltre 10 anni;

- Il mancato riconoscimento (COME AVVENUTO NELLO STATO) del diritto ai RINNOVI DEI CONTRATTI ECONOMICI;

- L’incursione inaccettabile e demagogica, a gamba tesa, su istituti contrattuali che, per legge, sono demandati alla contrattazione tra le parti;

- Il tentativo di cancellare i diritti questi in materia pensionistica sia PER CHI VA E PER CHI RESTA;

- IL TENTATIVO DI TAGLIARE IL SALARIO ACCESSORIO mantenendo, invece, intoccati tutti i veri privilegi della casta amministrativa e politica c he stanno definitivamente sbranando, senza produrre alcun risultato, le ultime frattaglie di quello che resta di “MAMMA REGIONE”;

- I TAGLI ALLE SPESE DI FUNZIONAMENTO CHE ATTENTANO ALLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO, LA MOBILITA’ SELVAGGIA, LA DIGNITA’ CALPESTATA DEI LAVORATORI

sono soltanto alcune delle motivazioni che hanno dato IL VIA ALLA PROTESTA DEL POPOLO DEI REGIONALI, DEGLI ENTI DI CUI ALL’ART. 1 DELLA L.R. 10/2000 E DELLE SOCIETA’ PARTECIPATE CHE APPLICANO IL CONTRATTO REGIONALE.

NON è più giustificabile, infatti, l’assoluta incapacità di questo governo regionale a fare uscire la Regione dall’incubo del buco di bilancio e la tracotanza nel nascondere i reali privilegi della casta addebitando ai lavoratori i costi della crisi.

La finanziaria sembra essere già bella e servita per gettare fumo negli occhi all’opinione pubblica e a Roma con misure che bastano a coprire appena l’1% del buco di bilancio della Regione tagliando SOLO diritti dei lavoratori pubblici che ancora nessun governo e nessun legislatore aveva osato mettere in discussione.

Si tenta di tagliare stipendi, accessorio, pensioni, diritti e contratti, e quello che è peggio si cerca di raggirare i lavoratori facendo credere di volere offrire prepensionamenti finti che in realtà celano penalizzazioni insostenibili anche sulla liquidazione.

Tagli reali dello stipendio, a partire anche da quello del personale del Corpo Forestale, e il Presidente della Regione invita i sindacati ad interrompere la protesta e continua ad offendere e calpestare la dignità dei lavoratori.

Caro Presidente, sono i lavoratori a lanciare la sfida per salvare la Sicilia e distruggere i privilegi duri a morire della classe politica e delle lobbies imprenditoriali.

Per questo saremo in piazza per gridare a voce alta i diritti del lavoro e di cittadinanza contro l’abuso del potere. MARTEDÌ 17 A PIAZZA INDIPENDENZA CON SIT IN SOTTO PALAZZO D’ORLÉANS A PARTIRE DALLE ORE 9,00 e ci torneremo venerdì 20 CON IL GRANDE SCIOPERO GENERALE DEI LAVORATORI DEL COMPARTO E DELLA DIRIGENZA DELLA REGIONE, DEGLI ENTI E DELLE SOCIETÀ, CON CONCENTRAMENTO A PIAZZA MARINA ALLE ORE 9,00 E CORTE FINO A PIAZZA INDIPENDENZA davanti la sede del Presidente della Regione.Regione .



CLICCA QUI PER SCARICARE IL PDF DEL COMUNICATO

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 13 Marzo 2015 21:07 )
 
Incontro con il governo del 10 marzo 2015 PDF Stampa E-mail
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Martedì 10 Marzo 2015 17:39

COMUNICATO STAMPA

Legge sul personale: rottura di tutti i sindacati con il governo Crocetta. Autonomi e confederali uniscono la protesta.

“Respingiamo con forza il testo del ddl di stabilità 2015 presentato oggi. Passiamo subito alla protesta e allo sciopero. Rottura di tutti i sindacati confederali e autonomi con il governo regionale sul tema del pubblico impiego. Stamattina COBAS-CODIR, SADIRS, SIAD, FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, UGL e DIRSI sono stati convocati a Palazzo d'Orleans per il seguito della trattazione del disegno di legge sul personale “Il Governo regionale – commentano i segretari generali e di categoria della funzione pubblica di tutti i sindacati - non recepisce alcuna proposta formulata nei giorni scorsi. Abbiamo sperato nella possibilità di un dialogo, ma dobbiamo prendere atto che con questo governo ogni interlocuzione è inutile. Allora abbiamo deciso di unire le forze e ci faremo sentire in modo unitario a cominciare dal SIT IN del 17 marzo  sotto Palazzo d'Orléans”.

È stata anche ribadita la data dello sciopero del 20 marzo che coinvolgerà, anche in questo caso, tutti i sindacati unitariamente.

Nello specifico, i sindacati autonomi e confederali contestano che le misure di contenimento della spesa previste tagliano diritti senza conseguire alcuna maggiore efficienza della pubblica amministrazione.

“Quel disegno di legge – dichiarano i segretari di tutti i sindacati - nasce con la pretesa di "riformare" l'amministrazione regionale mentre in realtà ne depotenzia il ruolo lasciando in primo piano solo dei semplici tagli lineari. Si interviene pesantemente – aggiungono - su materie contrattuali e sulla struttura dell'amministrazione al di fuori di un reale confronto con le parti sociali”. Ma non solo,  quel testo “riformerebbe il sistema previdenziale con formulazioni retroattive che espongono la Regione ad una moltitudine di contenziosi che graveranno negli anni a venire sul bilancio regionale e interviene sugli stipendi del personale tecnico del Corpo Forestale nonostante la giurisprudenza già consolidata confermi la legittimità dell'indennità specifica percepita”. “Alla Sicilia – insistono i responsabili Sindacali - occorre una seria riforma della pubblica amministrazione siciliana, condivisa con le organizzazioni sindacali che intervenga sui veri sprechi e che investa sul merito e la riqualificazione del personale. Basta con gli slogan e la caccia alle streghe”.

Insomma, una bocciatura su tutta la linea. Anche perché nessuna delle proposte delle sigle è stata accolta in quel testo: dallo sblocco dei contratti, alla riclassificazione di tutto il personale del comparto e riordino della dirigenza, allo stralcio della norma che riguarda il Corpo forestale fino al ricorso del sistema di pensionamento “pre-Fornero”. “Il dialogo si interrompe qui – concludono i sindacati – il 17 marzo sarà Sit in e il 20 sarà sciopero”.

 



Clicca qui per scaricare la versione di DDL consegnata alle Organizzazioni Sindacali

Ultimo aggiornamento ( Martedì 10 Marzo 2015 17:47 )
 


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