Depositati i primi ricorsi collettivi contro il Blocco della Contrattazione dal 2006 per ottenere:

Øun equo indennizzo per la perdita del potere di acquisto dal 01/01/2006 al 30/07/2015

Øun risarcimento del danno per i mancati adeguamenti contrattuali dal 30/07/2015 fino all'effettivo rinnovo del CCRL

Øuna somma a titolo di penale per il prolungato ritardo del rinnovo contrattuale

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Filippo Basile

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Convocazione ARAN per rinnovo contrattuale PDF Stampa E-mail
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Giovedì 05 Ottobre 2017 12:48

Nella riunione che si è tenuta presso l'ARAN in data 3 ottobre u.s., l'attuale Commissario, avv. Alongi, ha portato a conoscenza di tutte le organizzazioni sindacali la volontà del Governo di avviare la stagione dei rinnovi dei contratti, così come rappresentato dall'Ass. Lantieri (Funzione Pubblica) nel mese di giugno.

Nella sua esposizione il Commissario ha inoltre rappresentato che per quanto riguarda le risorse attualmente appostate nel bilancio 2017, ammontanti a 10 milioni di euro, sono da intendersi per entrambi i comparti, e che è stata fatta nei giorni scorsi una riunione fra i Dirigenti Generali del Dipartimento della Funzione Pubblica e del personale e il Ragioniere Generale, una riunione tecnica con l'intenzione di verificare l'effettiva consistenza del fabbisogno economico, per potere garantire almeno gli stessi parametri di aumento che sono stati previsti a livello statale. In questo momento i tecnici dei due Dipartimenti stanno lavorando per potere ottenere un risultato sulla base del quale il Governo prevede di predisporre gli appostamenti economici nel prossimo Bilancio di previsione 2018.

Per quanto riguarda il contratto della Dirigenza le intenzioni del Commissario dell'ARAN sono quelle di prevedere una serie di interventi nella parte giuridica che possano risolvere i non pochi problemi che sono sorti nel tempo, e soprattutto per potere superare alcune realistiche condizioni discriminanti attualmente esistenti tra la Dirigenza Regionale, e la categoria a livello nazionale. Il suggerimento che è stato portato sempre dall'avv. Alongi è quello di indirizzarci verso un recepimento dei fondamenti della legge di riforma "Madia", anche per la Dirigenza regionale.

La nostra posizione, come quella di tutti gli altri sindacati è stata quella di mantenere la pregiudiziale già presentata nel lontano 2016, considerate le limitate risorse a disposizione; abbiamo rappresentato che come sindacato abbiamo già presentato un atto di diffida nei confronti dell'Amministrazione per i ritardi perpetuati nel corso di questi anni, a partire dalla Sentenza della Corte Costituzionale che eliminava il blocco della contrattazione a livello nazionale, e che quindi in coerenza siamo contrari ad un avvio delle relazioni sindacali senza certezze economiche. In ogni caso il Sindacato DIRSI è disponibile a lavorare nel quadro di iniziative che ci permettano di riguadagnare la dignità per la Categoria dei Dirigenti Regionali, che in questi ultimi anni è stata sempre umiliata da questo Governo. Il Sindacato DIRSI ritiene ormai troppo tardi per un recupero in extremis della situazione attuale, e quindi in questo momento, se non verranno poste in essere iniziative realmente concrete e consistenti, non ritiene percorribile la strada prospettata dal Commissario dell'ARAN Sicilia.

 

Ad ogni buon fine, a dimostrazione della nostra buona volontà, abbiamo consegnato lo schema della piattaforma già a suo tempo trasmesso all'Assessore Lantieri.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 05 Ottobre 2017 12:58 )
 
Pubblicazione dati patrimoniali dei dirigenti PDF Stampa E-mail
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Venerdì 29 Settembre 2017 10:31

L’ ordinanza del TAR Lazio n. 9828/2017 solleva la questione di costituzionalità relativa alla normativa sulla pubblicazione dei dati patrimoniali dei dirigenti pubblici bloccando di conseguenza le Linee guida dell’Anac sul tema.

La decisione nasce da un ricorso dei dirigenti del Garante Anticorruzione seguito da un ricorso del sindacato UNADIS  in cui i ricorrenti hanno evidenziato la sproporzione della misura e la gravità dell’interferenza nella vita privata degli interessati, considerato altresì la sconfinata platea dei soggetti che, dopo la pubblicazione su internet, è in condizione di accedere ad una mole di informazioni con estrema facilità, basta un “click” e la digitazione dei nominativi nei comuni motori di ricerca.

Secondo il tribunale la legge ribalta tout court sui dirigenti gli obblighi di trasparenza previsti per i politici:?un conto però sono ministri, presidenti e sindaci, che devono rendere conto di tutto ai cittadini che li hanno eletti, altro invece è il ruolo dei dirigenti, privati cittadini che svolgono un incarico, pubblico, ma professionale. E anche tra i dirigenti ci sono ruoli e funzioni distanti fra loro, che non possono essere trattate allo stesso modo.

I giudici ricordano che i principi di proporzionalità, pertinenza e non eccedenza costituiscono il canone complessivo che governa l’equilibrio fra l’esigenza privata di protezione dei dati personali e l’esigenza pubblica di trasparenza. Le caratteristiche della pubblicazione prevista rendono possibili usi da parte del pubblico che vanno aldilà della finalità di trasparenza fino a mettere a rischio la sicurezza degli interessati.

Per tali motivi il TRA ha rimesso di fronte alla Corte Costituzionale la questione di costituzionalità dell’art. 14, comma 1-bis, del d.lgs. 14 marzo 2013 n.33 nella parte in cui prevede che le amministrazioni pubblichino i dati di cui all’art. 14 comma 1, lett. c) ed f) anche per i titolari di incarichi dirigenziali.

La questione è stata estesa, d’ufficio, anche al comma 1-ter dell’art. 14 del d.lgs. n.33/2013 per quanto riguarda la pubblicazione da parte dell’Amministrazione sul proprio sito istituzionale  dell’ammontare complessivo degli emolumenti per ciascun dirigente.

Il sindacato non dubita della fondatezza e della necessità non più prorogabile di adottare un sistema rigido di prevenzione della corruzione, alla luce dei  ripetuti fatti di cronaca giudiziaria ed in virtù dei numerosi moniti provenienti dalle organizzazioni internazionali, ma la norma impugnata dimostra una evidente rigidità ed irragionevolezza nel regolare in modo identico situazioni diverse, anche considerato la gran quantità di dati riferiti alla dirigenza già oggetto di pubblicazione.

Nell’attesa della sentenza della Corte Costituzionale invito i colleghi a vigilare che sui siti istituzionali vengano pubblicate solo le informazioni consentite.

 
Performance e Valutazione PDF Stampa E-mail
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Lunedì 31 Luglio 2017 13:15

 

In data 27 giugno 2017 è stato adottato il "Piano Triennale della Perfomance 2017-2019" (fonte dal sito istituzionale della Regione Siciliana).

Viene così dato avvio al "Ciclo di Gestione della Perfomance", attraverso il documento programmatico triennale nel quale coerentemente alle risorse finanziarie disponibili, sono esplicitati gli elementi fondamentali (obiettivi, indicatori, target) sui quali si baserà poi la misurazione, la valutazione e la rendicontazione della "Perfomance".

Il Piano assume per l'anno 2017 natura sperimentale, soggetto alle modifiche e o integrazioni che dovessero rendersi necessarie già nel corso dell'anno 2017, oltre che agli ordinari aggiornamenti annuali.


La Valutazione dei dirigenti,  ai sensi del D.P. Reg. n. 52/2012 art. 7 comma 3, ha ad oggetto la verifica del raggiungimento di specifici obiettivi individuali, l'accertamento del contributo individuale ai risultati complessivi dell'Amministrazione, la qualità dei servizi e dei progetti di pertinenza, le competenze tecniche e manageriali, nonchè le capacità di valutazione dei propri collaboratori attraverso una significativa differenziazione dei giudizi, e dei comportamenti organizzativi dimostrati dal dirigente nel periodo di riferimento.

La misurazione e valutazione della performance individuale dei dirigenti di vertice è svolta dal OIV (Organismo Indipendente di Valutazione),  mentre ai dirigenti di vertice compete la valutazione della perfomance individuale dei dirigenti assegnati alle rispettive strutture.

Per il 2017 rimangono in vigore i criteri di valutazione adottati in esecuzione delle direttive 2007 sui Criteri Generali, nelle more della definitiva emanazione del nuovo " Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance", la cui proposta è in fase di concertazione con le Organizzazioni Sindacali.

Nella sezione documenti - Valutazione della dirigenti si trovano i decreti di adozione dei criteri di valutazione di alcuni Dipartimenti Regionali.

 

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 31 Luglio 2017 14:11 )
 
Sit-in 08/06/2017 PDF Stampa E-mail
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Giovedì 08 Giugno 2017 15:29

Oggi durante l'assemblea sit-in siamo stati sentiti dal Governo.

Vi riporto un breve resoconto  dell'incontro con il Capo di Gabinetto del Presisente Chiaro e il Capo di Gabinetto dell'Assessore alle Autonomie Locali e Funzione Pubblica Amato: tutti i sindacati hanno espresso il loro disappunto per l'azione del Governo, leggi contro il personale, contratti non rispettati, accordi non mantenuti, è stata chiesta l'emanazione della direttiva per Aran Sicilia, sono state chieste maggiori risorse, e una riforma del Comparto non dirigenziale. Il mio intervento è stato una forte critica su tutte le scelte che il Governo ha fatto da quando si è insediato (vedi rotazione indiscriminate) con le numerose riorganizzazioni che hanno prodotto soltanto caos e nessun efficientamento, creato mostri come la Centrale Unica di Committenza, e ridotto le risorse per la Dirigenza creando soltanto malcontento. Ho chiuso l'intervento rappresentando che oggi con questa riunione che si doveva fare all'inizio legislature, fatta alla fine è soltanto la dimostrazione

che è stata persa l'ennesima occasione per questo Governo che doveva portare il rinnovamento.

 

 

IL SEGRETARIO REGIONALE

EUGENIO PATRICOLO

 
incontro 12/04/2017 - Resoconto PDF Stampa E-mail
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Giovedì 13 Aprile 2017 10:02

Incontro del 12 aprile 2017 ore 10:00

Tra i Sindacati e il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana

RESOCONTO

All’incontro con le sei sigle sindacali richiedenti, oltre al Presidente On.le Ardizzone ha presenziato  il Vicepresidente On.le Lupo. Si riporta di seguito una sintesi degli interventi.

Ardizzone: La norma sulla dirigenza non è nella Legge di Stabilità ma nello Stralcio n. 1276 I/A ad essa collegato da trattare previo confronto con i sindacati, in una versione condivisa non sussistendo problemi circa i tempi di approvazione

Crimi UIL: La problematica deve essere affrontata in modo più ampio ed organico. Non è possibile avere 40 dirigenti in prima fascia e 450 in seconda fascia. Non si deve trattare solo la dirigenza ma si deve mantenere un buon rapporto anche con il comparto, quindi occorre affrontare una modifica radicale della L.R. 10/2000, armonizzando con la “Legge Madia”, riconoscendo il diritto alla carriera sia al comparto che alla dirigenza. I 40 dirigenti di prima fascia hanno un cospicuo aumento stipendiale quindi non sono a costo zero per il bilancio regionale. Occorre rinviare il tutto a tavoli di confronto successivi. L’armonizzazione con le norme statali deve tenere conto anche dei contratti non rinnovati rispetto allo Stato.

Genchi CGIL: Si domanda perché si continua ancora a parlare di fasce dirigenziali: prima, seconda e terza fascia sono anacronistiche. Così si premierebbe chi ha avuto conferiti incarichi in modo per nulla trasparente e senza comparazioni. Si chiede un unico bacino della dirigenza e occorre rivisitare la L.R. 10/2000 che presenta parecchie incongruenze.

Amato SADIRS: Condivide le posizioni UIL per la trattazione in separato apposito tavolo senza scadenza di termini. Riporta i dati della dotazione organica dirigenziali stabilite in 1736 unità dalla L.R. 9/2015 come ribadito nell’ultima circolare della Funzione Pubblica. I dirigenti del RUD attualmente in servizio sono 1397. Con l’emendamento attuale si determinerebbe un saldo negativo di 904 dirigenti fuori dal Rud relegati ancora alla terza fascia mantenuta ad esaurimento e di fatto demansionati. I criteri previsti per l’accesso alla prima e alla seconda fascia sembrano su misura per favorire alcuni a discapito di altri. Subdolamente si vuole aprire a 147 dirigenti esterni. Inoltre mantenendo la terza fascia, questi dirigenti non possono fruire della mobilità verso altre pubbliche amministrazioni. Si deve riprendere l’emendamento On.le Cordaro A38 con la quale si prevedeva la soppressione della terza fascia.

Patricolo DIRSI: Tutte le norme sul personale sono ultimamente intervenute in maniera scollegata, esclusivamente con leggi di natura finanziaria e non con leggi organiche. Siamo in presenza della L.R. 9/2015 che prevede prepensionamenti ed una riorganizzazione biennale con apposito regolamento; le strutture accorpate non perdono funzioni e competenze ma solo dirigenti e dipendenti. Il settore che è più in crisi è quello dei Beni Culturali. La previsione dei 40 dirigenti di prima fascia discende dalla prima versione della L.R.10/2000 quando oggi le strutture dipartimentali sono diventate 27. Si deve fare un ragionamento su una unica norma che riorganizzi tutta la pubblica amministrazione in maniera organica considerato che alla fine del percorso sui prepensionamenti resteranno in servizio solo 800 dirigenti. La dirigenza non può affrontare esclusivamente le emergenze senza alcuna programmazione. Le tre fasce ormai sono superate. In seconda fascia sono oggi solo 16 dirigenti di cui 8 provenienti per mobilità da altre pubbliche amministrazioni e 8 ex dirigenti superiori (bastava un unico giorno di ufficio di gabinetto per diventare dirigenti superiori).

Esiste poi la problematica degli incarichi ad interim sulle strutture rette da dirigenti poi pensionati. Ad oggi non esiste una pianta organica dell’Amministrazione Regionale, per cui non si sa quanti dipendenti devono essere assegnati strutturalmente ai dipartimenti, e qualsiasi confronto numerico e statistico con altre amministrazione deve tenere conto delle specificità normative della Regione Siciliana e delle competenze demandate dallo Stato, a titolo esemplificativo il comune di Roma ha 40.000 dipendenti mentre la denigrata Regione Siciliana ne ha circa 15.000.

Altra problematica costituisce l’abolizione dell’ARAN Sicilia che nello stralcio viene trattata in un articolo di un semplice rigo, senza specificare chi tratterà la materia contrattuale. Occorre normare la sua abolizione prevedendo l’organismo che tratterà tutte le contrattazioni anche decentrate. Se le problematiche dei dipendenti regionali si sposteranno a Roma si deve considerare che l’ARAN nazionale per gestire un contratto vuole essere remunerata e occorre quindi prevedere il trasferimento di somme.

Occorre poi rivisitare le ultime norme su Malattie, Legge 53, Legge 104, Retribuzione economica di tabellare e parte fissa armonizzandole con la normativa statale. e per affidare incarichi di dirigenza e dirigenza generale occorre applicare procedure di trasparenza ai sensi della Legge 241/1990.

Matranga COBAS: Da 24 mesi non si ha dialogo con il governo regionale oggi si riprendono le normali relazioni. Dalla L.r. 10/2000 in poi tutte le norme sul personale sono state fatte in modo estemporaneo con leggi tampone e disorganiche. Non basta una legge stralcio, occorre fare una legge organica sul personale, che preveda un rilancio serio dell’attività lavorativa.

Montera CISL: Serve sicuramente un confronto stabilendo da subito una sede e i tempi, oggi la CISL non entra nel merito, lo farà con l’Assessore Lantieri e nelle competenti Commissioni Legislative dell’ARS. Le fasce devono essere due. Occorre agganciarsi allo Stato anche per il contratto, prevendendone anche la relativa copertura finanziaria. L’articolo 29 (prerogative sindacali) potrebbe approvarsi con la Legge di Stabilità.

Ardizzone È preferibile predisporre un autonomo disegno di legge organico condiviso con i sindacati. Una buona base di partenza potrebbe essere l’emendamento A38 dell’On. Cordaro. L’articolo 23 negli attuali termini è inammissibile anche nel “collegato”. Se c’è la volontà politica in due mesi si può affrontare un percorso normativo valido ed omogeneo con le norme nazionali.

Lupo La prima Commissione dell’ARS dovrebbe da subito e parallelamente trattare la materia, in modo da affrontarla dopo il 30 aprile con il collegato. Un disegno di legge autonomo potrebbe non essere approvato entro questa legislatura

Ardizzone Sarebbe bene arrivare ad una proposta condivisa da tutti i sindacati. Ci possono essere più collegati che trattino le materie omogenie fra di loro che potrebbero avere una via legislativa preferenziale subito dopo la Finanziaria.

 

 


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