Depositati i primi ricorsi collettivi contro il Blocco della Contrattazione dal 2006 per ottenere:

Øun equo indennizzo per la perdita del potere di acquisto dal 01/01/2006 al 30/07/2015

Øun risarcimento del danno per i mancati adeguamenti contrattuali dal 30/07/2015 fino all'effettivo rinnovo del CCRL

Øuna somma a titolo di penale per il prolungato ritardo del rinnovo contrattuale

PER L’ADESIONE E TUTTE LE INFORMAZIONI RIVOLGERSI ALLA SEGRETERIA DI.R.SI

TEL 091 6260609 FAX 091 7302617 E-MAIL dirsi@dirsi.it

 

Chi è online

 9 visitatori online

Pagine Visitate


Filippo Basile

Benvenuto nel sito Di.R.Si.
Performance e Valutazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 31 Luglio 2017 13:15

 

In data 27 giugno 2017 è stato adottato il "Piano Triennale della Perfomance 2017-2019" (fonte dal sito istituzionale della Regione Siciliana).

Viene così dato avvio al "Ciclo di Gestione della Perfomance", attraverso il documento programmatico triennale nel quale coerentemente alle risorse finanziarie disponibili, sono esplicitati gli elementi fondamentali (obiettivi, indicatori, target) sui quali si baserà poi la misurazione, la valutazione e la rendicontazione della "Perfomance".

Il Piano assume per l'anno 2017 natura sperimentale, soggetto alle modifiche e o integrazioni che dovessero rendersi necessarie già nel corso dell'anno 2017, oltre che agli ordinari aggiornamenti annuali.


La Valutazione dei dirigenti,  ai sensi del D.P. Reg. n. 52/2012 art. 7 comma 3, ha ad oggetto la verifica del raggiungimento di specifici obiettivi individuali, l'accertamento del contributo individuale ai risultati complessivi dell'Amministrazione, la qualità dei servizi e dei progetti di pertinenza, le competenze tecniche e manageriali, nonchè le capacità di valutazione dei propri collaboratori attraverso una significativa differenziazione dei giudizi, e dei comportamenti organizzativi dimostrati dal dirigente nel periodo di riferimento.

La misurazione e valutazione della performance individuale dei dirigenti di vertice è svolta dal OIV (Organismo Indipendente di Valutazione),  mentre ai dirigenti di vertice compete la valutazione della perfomance individuale dei dirigenti assegnati alle rispettive strutture.

Per il 2017 rimangono in vigore i criteri di valutazione adottati in esecuzione delle direttive 2007 sui Criteri Generali, nelle more della definitiva emanazione del nuovo " Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance", la cui proposta è in fase di concertazione con le Organizzazioni Sindacali.

Nella sezione documenti - Valutazione della dirigenti si trovano i decreti di adozione dei criteri di valutazione di alcuni Dipartimenti Regionali.

 

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 31 Luglio 2017 14:11 )
 
Sit-in 08/06/2017 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 08 Giugno 2017 15:29

Oggi durante l'assemblea sit-in siamo stati sentiti dal Governo.

Vi riporto un breve resoconto  dell'incontro con il Capo di Gabinetto del Presisente Chiaro e il Capo di Gabinetto dell'Assessore alle Autonomie Locali e Funzione Pubblica Amato: tutti i sindacati hanno espresso il loro disappunto per l'azione del Governo, leggi contro il personale, contratti non rispettati, accordi non mantenuti, è stata chiesta l'emanazione della direttiva per Aran Sicilia, sono state chieste maggiori risorse, e una riforma del Comparto non dirigenziale. Il mio intervento è stato una forte critica su tutte le scelte che il Governo ha fatto da quando si è insediato (vedi rotazione indiscriminate) con le numerose riorganizzazioni che hanno prodotto soltanto caos e nessun efficientamento, creato mostri come la Centrale Unica di Committenza, e ridotto le risorse per la Dirigenza creando soltanto malcontento. Ho chiuso l'intervento rappresentando che oggi con questa riunione che si doveva fare all'inizio legislature, fatta alla fine è soltanto la dimostrazione

che è stata persa l'ennesima occasione per questo Governo che doveva portare il rinnovamento.

 

 

IL SEGRETARIO REGIONALE

EUGENIO PATRICOLO

 
incontro 12/04/2017 - Resoconto PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 13 Aprile 2017 10:02

Incontro del 12 aprile 2017 ore 10:00

Tra i Sindacati e il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana

RESOCONTO

All’incontro con le sei sigle sindacali richiedenti, oltre al Presidente On.le Ardizzone ha presenziato  il Vicepresidente On.le Lupo. Si riporta di seguito una sintesi degli interventi.

Ardizzone: La norma sulla dirigenza non è nella Legge di Stabilità ma nello Stralcio n. 1276 I/A ad essa collegato da trattare previo confronto con i sindacati, in una versione condivisa non sussistendo problemi circa i tempi di approvazione

Crimi UIL: La problematica deve essere affrontata in modo più ampio ed organico. Non è possibile avere 40 dirigenti in prima fascia e 450 in seconda fascia. Non si deve trattare solo la dirigenza ma si deve mantenere un buon rapporto anche con il comparto, quindi occorre affrontare una modifica radicale della L.R. 10/2000, armonizzando con la “Legge Madia”, riconoscendo il diritto alla carriera sia al comparto che alla dirigenza. I 40 dirigenti di prima fascia hanno un cospicuo aumento stipendiale quindi non sono a costo zero per il bilancio regionale. Occorre rinviare il tutto a tavoli di confronto successivi. L’armonizzazione con le norme statali deve tenere conto anche dei contratti non rinnovati rispetto allo Stato.

Genchi CGIL: Si domanda perché si continua ancora a parlare di fasce dirigenziali: prima, seconda e terza fascia sono anacronistiche. Così si premierebbe chi ha avuto conferiti incarichi in modo per nulla trasparente e senza comparazioni. Si chiede un unico bacino della dirigenza e occorre rivisitare la L.R. 10/2000 che presenta parecchie incongruenze.

Amato SADIRS: Condivide le posizioni UIL per la trattazione in separato apposito tavolo senza scadenza di termini. Riporta i dati della dotazione organica dirigenziali stabilite in 1736 unità dalla L.R. 9/2015 come ribadito nell’ultima circolare della Funzione Pubblica. I dirigenti del RUD attualmente in servizio sono 1397. Con l’emendamento attuale si determinerebbe un saldo negativo di 904 dirigenti fuori dal Rud relegati ancora alla terza fascia mantenuta ad esaurimento e di fatto demansionati. I criteri previsti per l’accesso alla prima e alla seconda fascia sembrano su misura per favorire alcuni a discapito di altri. Subdolamente si vuole aprire a 147 dirigenti esterni. Inoltre mantenendo la terza fascia, questi dirigenti non possono fruire della mobilità verso altre pubbliche amministrazioni. Si deve riprendere l’emendamento On.le Cordaro A38 con la quale si prevedeva la soppressione della terza fascia.

Patricolo DIRSI: Tutte le norme sul personale sono ultimamente intervenute in maniera scollegata, esclusivamente con leggi di natura finanziaria e non con leggi organiche. Siamo in presenza della L.R. 9/2015 che prevede prepensionamenti ed una riorganizzazione biennale con apposito regolamento; le strutture accorpate non perdono funzioni e competenze ma solo dirigenti e dipendenti. Il settore che è più in crisi è quello dei Beni Culturali. La previsione dei 40 dirigenti di prima fascia discende dalla prima versione della L.R.10/2000 quando oggi le strutture dipartimentali sono diventate 27. Si deve fare un ragionamento su una unica norma che riorganizzi tutta la pubblica amministrazione in maniera organica considerato che alla fine del percorso sui prepensionamenti resteranno in servizio solo 800 dirigenti. La dirigenza non può affrontare esclusivamente le emergenze senza alcuna programmazione. Le tre fasce ormai sono superate. In seconda fascia sono oggi solo 16 dirigenti di cui 8 provenienti per mobilità da altre pubbliche amministrazioni e 8 ex dirigenti superiori (bastava un unico giorno di ufficio di gabinetto per diventare dirigenti superiori).

Esiste poi la problematica degli incarichi ad interim sulle strutture rette da dirigenti poi pensionati. Ad oggi non esiste una pianta organica dell’Amministrazione Regionale, per cui non si sa quanti dipendenti devono essere assegnati strutturalmente ai dipartimenti, e qualsiasi confronto numerico e statistico con altre amministrazione deve tenere conto delle specificità normative della Regione Siciliana e delle competenze demandate dallo Stato, a titolo esemplificativo il comune di Roma ha 40.000 dipendenti mentre la denigrata Regione Siciliana ne ha circa 15.000.

Altra problematica costituisce l’abolizione dell’ARAN Sicilia che nello stralcio viene trattata in un articolo di un semplice rigo, senza specificare chi tratterà la materia contrattuale. Occorre normare la sua abolizione prevedendo l’organismo che tratterà tutte le contrattazioni anche decentrate. Se le problematiche dei dipendenti regionali si sposteranno a Roma si deve considerare che l’ARAN nazionale per gestire un contratto vuole essere remunerata e occorre quindi prevedere il trasferimento di somme.

Occorre poi rivisitare le ultime norme su Malattie, Legge 53, Legge 104, Retribuzione economica di tabellare e parte fissa armonizzandole con la normativa statale. e per affidare incarichi di dirigenza e dirigenza generale occorre applicare procedure di trasparenza ai sensi della Legge 241/1990.

Matranga COBAS: Da 24 mesi non si ha dialogo con il governo regionale oggi si riprendono le normali relazioni. Dalla L.r. 10/2000 in poi tutte le norme sul personale sono state fatte in modo estemporaneo con leggi tampone e disorganiche. Non basta una legge stralcio, occorre fare una legge organica sul personale, che preveda un rilancio serio dell’attività lavorativa.

Montera CISL: Serve sicuramente un confronto stabilendo da subito una sede e i tempi, oggi la CISL non entra nel merito, lo farà con l’Assessore Lantieri e nelle competenti Commissioni Legislative dell’ARS. Le fasce devono essere due. Occorre agganciarsi allo Stato anche per il contratto, prevendendone anche la relativa copertura finanziaria. L’articolo 29 (prerogative sindacali) potrebbe approvarsi con la Legge di Stabilità.

Ardizzone È preferibile predisporre un autonomo disegno di legge organico condiviso con i sindacati. Una buona base di partenza potrebbe essere l’emendamento A38 dell’On. Cordaro. L’articolo 23 negli attuali termini è inammissibile anche nel “collegato”. Se c’è la volontà politica in due mesi si può affrontare un percorso normativo valido ed omogeneo con le norme nazionali.

Lupo La prima Commissione dell’ARS dovrebbe da subito e parallelamente trattare la materia, in modo da affrontarla dopo il 30 aprile con il collegato. Un disegno di legge autonomo potrebbe non essere approvato entro questa legislatura

Ardizzone Sarebbe bene arrivare ad una proposta condivisa da tutti i sindacati. Ci possono essere più collegati che trattino le materie omogenie fra di loro che potrebbero avere una via legislativa preferenziale subito dopo la Finanziaria.

 

 
Comunicato 6/4/17 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 06 Aprile 2017 21:45

La pesante protesta del nostro sindacato e dei singoli dirigenti contro la norma che "armonizza" la dirigenza regionale è stata recapitata a tutti i componenti della commissione bilancio e a gran parte dei deputati dell'ars.

La nostra sigla sindacale, che ha sorvegliato il percorso della Finanziaria 2017 sin dal suo esordio nello scorso novembre, è stata l'unica che ha chiesto di essere ascoltata in Seconda Commissione, e nell'audizione del 07 febbraio ha sostenuto il passaggio di tutti i dirigenti dalla terza alla seconda fascia del RUD, come testimoniato dalla registrazione streaming della seduta, quando lo stesso Presidente Vinciullo ha condiviso in toto la nostra soluzione.

Colpito dalla violenza della protesta di oggi, l'On.le Vinciullo ha convocato questo pomeriggio all'ARS, il Segretario Regionale DIRSI Eugenio Patricolo, in un faccia a faccia per raccogliere le ragioni del profondo malcontento.

Il Presidente della Commissione II si è dichiarato disponibile a rivedere alcuni passaggi del testo approvato.

 

Da parte nostra ribadiamo il principio di unificazione delle fasce senza lasciare sul campo nè morti nè feriti.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 06 Aprile 2017 21:56 )
 
Finanziaria 2017 - Emendamento approvato in commissione Bilancio PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 06 Aprile 2017 11:51

Ieri sera è stato esitato in Commissione Bilancio un emendamento alla Finanziaria 2017, avente ad oggetto Armonizzazione delle norme sulla dirigenza pubblica regionale”, che alleghiamo al presente comunicato (in coda).

L’articolo dispone la previsione di due fasce della dirigenza regionale, e consente l’accesso alla prima ai dirigenti che abbiano ricoperto incarichi di direzione di strutture di massima dimensione o equiparata per un periodo complessivamente non inferiore a sei anni e mezzo, alla seconda quelli che abbiano ricoperto incarichi di direzione di strutture intermedie (aree e servizi) ed equiparate per un periodo complessivamente non inferiore a cinque anni. In entrambi i casi requisito necessario è “l’avvenuto ingresso nell’Amministrazione regionale con pubblico concorso per la qualifica di dirigente ovvero in base a specifiche disposizioni di legge concernenti processi d’inquadramento o mobilità da altre amministrazioni pubbliche”.

La prima fascia sarà composta da n. 40 dirigenti, la seconda fascia da n. 450.

L’accesso alla dirigenza regionale, per i restanti posti disponibili, avverrà mediante concorso pubblico mentre e restanti unità dirigenziali di terza fascia resterebbero in un ruolo a esaurimento.

Come se non bastasse, i dirigenti che non potranno accedere (la maggior parte) alle due fasce, rimasti nella terza fascia, ad esaurimento, e potranno ricoprire incarichi solo di unità operative.

Tale disposizione è del tutto illogica, approssimativa, e lesiva nei confronti della gran parte della dirigenza regionale, in particolare per quanto riguarda i dirigenti di unità operative, che hanno svolto e svolgono ruoli di responsabilità, analoghi a quelli che dirigono strutture intermedie.

Inoltre i dirigenti che rimarrebbero esclusi dalle due fasce (circa 800 unità) costituiscono in buona parte la quota della dirigenza anagraficamente più giovane e quindi capace di dare migliori e validi contributi all’azione dell’Amministrazione.

 

Questa Organizzazione Sindacale pertanto, a tutela della dignità della dirigenza regionale, ancora una volta mortificata da norme prive di alcuna ratio o strategia che risponda ad un effettivo interesse nel perseguire l’efficacia della Pubblica Amministrazione, manifesta il profondo dissenso nei confronti della norma esitata in Commissione Bilancio, e organizzerà un’assemblea sit-in dinanzi a Palazzo dei Normanni, le cui modalità saranno dettagliate in un prossimo comunicato

-----------------


Dagli appunti a margine del testo si ricavano le modifiche ulteriori approvate durante la seduta e che hanno portato i periodi da dieci a 78 mesi (sei anni  e mezzo)  e da otto anni a 60 mesi (cinque anni).

-------------

Qui di seguito la trascrizione del testo

Articolo…..

Armonizzazione delle norme sulla dirigenza pubblica regionale

1. Nella prospettiva di un’organica riforma e al fine di consentire l’applicabilità dell’istituto della mobilità, l’ordinamento della dirigenza nella Regione Siciliana e negli enti di cui all’art.1 della legge 10 del 15 maggio 2000 è regolato dai principi generali della normativa statale in materia di dirigenza pubblica secondo le disposizioni dei successivi commi.

2. Il Ruolo unico previsto dell’articolo 6 della Legge regionale 15 maggio 2000, n.10 e sue successive modifiche e integrazioni è composto da40 dirigenti di prima e da 450 dirigenti di seconda fascia ed è distinto in sezioni ed eventuali profili professionali specifici definiti con decreto del Presidente della Regione da adottarsi entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente legge su proposta dell’Assessore regionale della Funzione Pubblica e delle Autonomie Locali.

3. In prima applicazione, alla prima e alla seconda fascia di cui al comma 1 accedono rispettivamente, ove non ostino specifiche ipotesi di responsabilità disciplinare, i dirigenti del ruolo unico che alla data del 31/ dicembre 2016 abbiamo ricoperto incarichi di direzione di strutture di massima dimensione o equiparate per un periodo complessivamente non inferiore a dieci anni e quelli che alla stessa data abbiamo ricoperto incarichi di direzione almeno di strutture intermedie di cui all’art. 4  comma 1 della Legge regionale 15 maggio 2000, n.10 ed equiparate per un periodo complessivamente non inferiore a otto anni, fermo restando l’avvenuto ingresso nell’Amministrazione regionale con pubblico concorso per la qualifica di dirigente ovvero in base a specifiche disposizioni di legge concernenti processi d’inquadramento o mobilità da altre amministrazioni pubbliche.

4. Per le finalità di cui al comma precedente, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, il Dipartimento regionale della Funzione Pubblica e del Personale redige apposita graduatoria.

5. Successivamente all’applicazione dei commi precedenti la terza fascia dirigenziale è mantenuta ad esaurimento nei limiti della dotazione organica residuale secondo quanto previsto dall’articolo 49 comma 3 della Legge regionale 7 maggio 2015 n. 9.

6. Fatto salvo quanto previsto ai commi precedenti, l’accesso alla qualifica dirigenziale e il passaggio di fascia sono regolati dagli articoli 23, 28 e 28 bis del Decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modifiche e integrazioni.

7. Al fine di corrispondere alle crescenti esigenze di funzionalità amministrativa mediante la semplificazione e l’efficientamento delle modalità di attribuzione delle diverse responsabilità dirigenziali, tutti gli incarichi previsti dall’art.9 della Legge regionale 15 maggio 2000, n.10 e successive modifiche ed integrazioni sono conferiti, secondo i termini e le procedure ivi regolate, a dirigenti del Ruolo unico di prima e seconda fascia tenendo conto, in relazione alla natura e alle caratteristiche degli obiettivi prefissati ed alla complessità della struttura interessata, delle attitudini e delle specifiche competenze e capacità professionali del singolo dirigenti, dei risultati conseguiti in precedenza e della relativa valutazione oltre che delle specifiche competenze organizzative possedute facendo salvo l’obbligo di prioritaria considerazione della corrispondente sezione di appartenenza rispetto alla struttura da ricoprire e l’applicabilità a tutti i predetti incarichi dirigenziali delle previsioni normative richiamata dal comma 8 del predetto art. 9 entro il limite percentuale ivi previsto nel caso di comprovata assenza di specifiche professionalità interne.

8. Gli incarichi di direzione di unità operative possono essere altresì conferiti, per necessità di servizio, ai dirigenti della terza fascia dirigenziale ad esaurimento secondo le procedure e i criteri richiamati e previsti dal precedente comma 7.

9. L’amministrazione rende conoscibili, anche mediante pubblicazione di apposito avviso sul proprio sito istituzionale, il numero e la tipologia dei posti di funzione che si rendono disponibili nella rotazione, acquisisce le disponibilità dei dirigenti interessati e le valuta.

10. Gli enti di cui all’art.1 della legge 10 del 15 maggio 2000 adeguano i propri ordinamenti alle disposizioni di cui al presente articolo.

11. All’articolo 13 del comma 3 della legge regionale 17 marzo 2016, n.3, le parole “l’accorpamento per materie omogenee di strutture dirigenziali” sono sostituite con le parole “l’accorpamento per materie omogenee di unità operative di base”

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 06 Aprile 2017 11:55 )
 


Pagina 1 di 39
VALID CSS   |   VALID XHTML