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Filippo Basile

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Proclamazione Stato di Agitazione - il Prefetto ci Convoca PDF Stampa E-mail
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Venerdì 30 Gennaio 2015 10:11

Il Presidente Crocetta ha presentato in un vertice di maggioranza una bozza del disegno di legge di stabilità regionale 2015, che prevede interventi su materie che riguardano il personale regionale demandate esclusivamente alla contrattazione.

Tale comportamento lesivo delle corrette relazioni sindacali ha determinato da parte della DIRSI la proclamazione dello stato di agitazione del personale dirigente della Regione Siciliana e degli Enti  e avviando con altre  sigle sindacali  le procedure di raffreddamento obbligatorie prima della indizione dello sciopero.

A seguito dell'attivazione delle procedure di rito,  il Prefetto di Palermo  ha convocato le sigle e il Presidente Crocetta alla riunione che si terrà Martedì 3 Febbraio 2015 .




Clicca qui per scaricare la bozza del 27/01/2015 della Legge di Stabilità.

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 30 Gennaio 2015 10:51 )
 
I MOSTRI SIAMO NOI PDF Stampa E-mail
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Giovedì 04 Dicembre 2014 13:21

Il sindacato DIRSI ha divulgato il seguente comunicato al Presidente Crocetta, a tutti gli Assessori a tutti i Dirigenti Generali, a tutti gli organi di stampa, a tutti i Deputati  della XVI Legislatura e a tutti i dirigenti della Regione Siciliana.



I MOSTRI SIAMO NOI

 

In questi giorni abbiamo assistito all’ennesimo attacco contro la dirigenza regionale partito dallo stesso Presidente della Regione Siciliana, e proseguito con scoop giornalistici interviste su periodici, quotidiani e testate online, fra cui l'intervista al Presidente della Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti, e pareri di esponenti della Direzione Regionale del PD siciliano, e dirigenti sindacali della CGIL.

 

L’intento ormai chiaro è quello di fomentare nell’opinione pubblica il disprezzo verso la dirigenza regionale, per distrarre l'attenzione, bloccando ogni residua resistenza a “riforme” dannose inserite all’ultimo momento.

Ricordiamo che questa estate solo la mobilitazione dei dirigenti più attenti è riuscita ad ottenere che del riordino dell’Amministrazione Regionale se ne parli in una legge organica e non a spizzichi e bocconi.

 

Tutti gli interventi puntano il dito sull’eccessivo numero di dirigenti della Regione Siciliana, dimenticando che le situazioni additate con grande scandalo oggi sono figlie delle scelte politiche fatte nel passato anche recente.

 

Nel 1985 nell'Amministrazione Regionale, che svolgeva a livello centrale e periferico le quasi tutte le competenze ancora oggi assolte, sono stati previsti questi numeri per la sua classe dirigente:

 

Direttori regionali ed equiparati 40

Dirigenti superiori 490

Dirigenti amministrativi e tecnici 1821

 

Oggi il ruolo unico della dirigenza RUD comprende:

 

Dirigenti di prima fascia 1

Dirigenti di seconda fascia 33

Dirigenti di terza fascia 1712

 

Uno degli ultimi atti politici di generosa accoglienza nel novero dei dirigenti regionali è stato quello della precedente legislatura con l’ordine del giorno approvato nella seduta dell’Assemblea Regionale Siciliana n. 305 del 14 dicembre 2011 (n.603) che ha impegnato il Governo per la stabile utilizzazione di figure dirigenziali al fine di dotare la Ragioneria Generale di personale altamente qualificate.

Nonostante la presenza in servizio di un “elevato numero di dirigenti”, l’impegno assunto dal Governo Lombardo nei confronti dei deputati dell’ARS, alcuni dei quali anche di questa legislatura, ha consentito la mobilità in entrata precisamente dell’attuale Capo di Gabinetto del Presidente Crocetta, il dott. Calogero Giulio Guagliano.

 

Altro argomento preferito contro la dirigenza è la recente sentenza del TAR Sicilia che ha respinto il ricorso avverso la nomina di esterni a dirigenti generali sostenendo la carenza di interesse legittimo dei  ricorrenti perché dirigenti interni di terza fascia. Tale pronunciamento, non definitivo, ma piuttosto sconcertante perché i giudici amministrativi non si sono limitati ad interpretare il testo vigente come prescrive l’art. 12 delle Disposizioni preliminari al codice civile, è in contraddizione con il parere reso della stessa Avvocatura dello Stato di Palermo in data 22 gennaio 2008 secondo cui .

 

Collegato al precedente è la favoletta secondo cui in una notte (oscura e tenebrosa) il legislatore siciliano con una magia ha trasformato dei vili funzionari in fulgidi dirigenti regionali.  Sul punto, diverse sentenze ed ordinanze del giudice civile (caso Fazio – Tribunale del lavoro di Palermo, caso Briante, caso Scuto –Tribunale del lavoro di Messina) hanno riconosciuto il diritto alla qualifica dirigenziale sin dal primo inquadramento come tali.

 

Anche il mondo accademico si è già espresso, in tempi non sospetti, nel senso che i dirigenti della Regione Siciliana, rivestendo già prima della L.R. 10/2000 la qualifica di direttore regionale, dirigente superiore, dirigente amministrativo o tecnico, appartengono a pieno titolo alla qualifica dirigenziale1.

Ci spiega infatti Riccardo Ursi, dell’Università di Palermo, che la prima fase di vita della Regione Siciliana, dalla promulgazione dello Statuto al 1971, ha visto il personale organizzato secondo il modello delle carriere statali, con una carriera direttiva forte di 1244 posti di ruolo.  Segue la riforma Fusco – Mattarella che con la L.R. 23 marzo 1971 n. 7 distingue il personale nella qualifica di direttore regionale ed equiparato, e nella unica qualifica di Dirigente degli istituiti ruoli amministrativo e tecnici, in cui confluiscono le molteplici qualifiche della soppressa carriera direttiva, prevedendo inoltre la figura del dirigente coordinatore primus inter pares con incarico revocabile di coordinare il gruppo di lavoro.

 

Cosa è successo, nel frattempo, in quelle regioni a statuto ordinario cui veniamo costantemente paragonati?

Accedendo all’agevole sito del Consiglio Regionale del Veneto si scopre che nel 1973 la legge regionale 26/11/1973, n. 25 istituisce nel unico ruolo del personale della Regione Veneto le qualifiche funzionali di  Direttore di Dipartimento e di Direttore di Servizio.

Pochi anni dopo, dal 1979, nel ruolo unico viene creato il livello funzionale di Dirigente cui confluiscono le precedenti qualifiche funzionali di Direttore di Dipartimento e di Direttore di Servizio, secondo una tabella di corrispondenza fra le qualifiche funzionali ed i livelli funzionali, e con la declaratoria che riportiamo nell’allegato confrontata con quanto stabilito dalla nostra L.R. 7/1971.

 

Non ci illudiamo che la guerra ai dirigenti regionali finisca.

Confidiamo almeno che i colleghi non si avviliscano, ricordino che proprio noi siamo gli stessi che nel 1996, tutti uniti, siamo stati capaci di restare per cinque giorni di fila sotto le finestre del Palazzo dei Normanni contro il governo di Matteo Graziano (che non ha mai più vinto una elezione) e la sua maggioranza all’ARS.

 

Contro gli assalti orchestrati a bella posta vogliamo esprimere l’indignazione di una categoria che ha visto il proprio contratto stoppato al 2005, il Fondo tagliato del 20%, riorganizzazioni a cadenza annuale, scriteriate rotazioni (per non dire deportazioni) i cui pessimi risultati ora vengono pure stigmatizzati in recenti deliberazioni della Giunta Regionale.

 

Lavoriamo nell’unica Regione d’Italia con il controllo preventivo di legittimità su tutti gli atti per i fondi cofinanziati statali e comunitari; con l’obbligo di pubblicazione - entro le 48 ore a pena di nullità - di atti amministrativi non ancora integrati di efficacia; con una tale congerie di leggi che non è stata possibile la redazione di testi unici e per quelli esitati occorre una nuova edizione; con la tagliola del patto di stabilità e della liquidità di cassa che tocca a noi spiegare agli inferociti utenti e fornitori al posto di chi a Palazzo dei Normanni fa ed approva il bilancio; con l'avvicendamento nello stesso anno finanziario di due o tre dirigenti generali per la clausola di risoluzione su decisione della Giunta Regionale, inserita nei loro contratti individuali.

Ma soprattutto si lavora in assenza di programmazione e direttive politiche che possano affrancare dalle emergenze, e consentire un lavoro strutturalmente produttivo.

Infine come se non bastasse, dobbiamo subire pure il sarcasmo da parte dei dirigenti delle altre regioni e degli enti locali, che guadagnano di più di noi, ed il risentimento del personale che ci collabora.

 

Palermo, 28/11/2014

 

IL COMITATO DIRETTIVO

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 04 Dicembre 2014 21:01 )
 
Assemblea ai Beni Culturali PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 01 Ottobre 2014 12:18

Lunedì 6 Ottobre 2014 dalle ore 10,00 alle ore 14,00

Assemblea Sindacale Retribuita dei Dirigenti
del Dipartimento Beni Culturali ed Identità Siciliana

presso il Salone Riunioni del Dipartimento Beni Culturali

via delle Croci 8 Palermo

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 01 Ottobre 2014 12:29 )
 
Proclamato lo Stato di Agitazione BBCC e IS PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 18 Settembre 2014 14:32

 

 

Proclamato lo STATO DI AGITAZIONE del Dipartimento dei Beni Culturali e delll'Identità Siciliana, contro l'ingiustificato ritardo dei contratti individuali di lavoro e la mancata restituzione per la registrazione di quelli già stipulati, e contro la mancata corresponsione dell'indennità di parte variabile da Maggio 2013 a tutt'oggi e dell'indennità di risultato 2012-2013, con oggettiva, immotivata ed innegabile disparità di trattamento dei dirigenti dei Beni Culturali che continuano a prestare la loro attività dirigenziale.

 

Clicca qui per scaricare la nota inviata ai Dirigenti Generali dei Beni Culturali e della Funzione Pubblica.

Esortiamo i dirigenti dei Beni Culturali che hanno già sottoscritto il contratto individuale di lavoro a richiederne copia.

Clicca qui per scaricare il modello di Istanza di Accesso agli atti.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 18 Settembre 2014 15:01 )
 
Finanziaria Ter. Stralciato art. 24 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 29 Luglio 2014 19:59

La notizia del giorno è che l’articolo 24 è stato stralciato dalla Finanziaria ter, e quindi anche i relativi emendamenti per i quali la nostra O.S., insieme a SADIRS, Cobas e SIAD, aveva alzato nei giorni scorsi il livello di attenzione, considerata la forte refluenza sulla Amministrazione Regionale e i suoi operatori.

Il Presidente dell’ARS, On. Ardizzone, ha perseverato nella sua opposizione all’inserimento di articoli che trattassero di problematiche del personale, compresi gli ipotizzati sistemi di pensionamento con criteri ante Legge Fornero, rinviando tutto ad una legge di riforma da condividere con le parti sociali e, comunque, più omogenea e strutturata.

In ogni caso NOI della Di.R.Si., sia ieri pomeriggio 28 luglio che questa mattina, nei diversi colloqui con esponenti della maggioranza (On. Cracolici, On. Leanza) e dell’opposizione (On. Musumeci), abbiamo potuto condividere il principio che se si vuole fare bene, si deve seguire la strada univoca di una riforma, condivisa con le parti sociali e con i lavoratori.

Vogliamo che, una volta e per tutte, si metta fine alla annosa diatriba su quale deve essere effettivamente la forza lavoro della Regione Siciliana, non solo come dotazione organica del personale, ma soprattutto con la definizione delle piante organiche degli uffici, dando un ordinamento completo e definitivo in ognuno dei settori dell’Amministrazione, dove gli operatori sappiano quali sono le proprie funzioni e possano esprimere appieno le proprie competenze.

Oggi non cantiamo vittoria, comunque abbiamo di che essere soddisfatti nel constatare che con il gioco di squadra, del Comitato Direttivo e di quanti hanno voluto contribuire fattivamente con le proprie risorse, abbiamo raggiunto l’obiettivo di far capire che non si migliora la Regione Siciliana con leggi spot o emendamenti inseriti, all’ultimo momento, in leggi finanziarie.

E’ chiaro che bisogna lavorare per progettare una riforma che, partendo dalle idee di chi lavora all’interno dell’Amministrazione, sia veramente “rivoluzionaria”, che trasformi la nostra Amministrazione in uno strumento realmente a disposizione dei Siciliani, e che ci permetta di risollevare le sorti di questa nostra Terra.




IL SEGRETARIO REGIONALE

 

EUGENIO PATRICOLO

 


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