proclamato lo sciopero generale il

29 aprile 2015

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Filippo Basile

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Sciopero del 29/04/2015 PDF Stampa E-mail
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Giovedì 30 Aprile 2015 09:37

COMUNICATO STAMPA

GRANDE PARTECIPAZIONE ALLO SCIOPERO DEI DIPENDENTI REGIONALI, LA PROTESTA CONTINUA DOMANI. CHIESTO INCONTRO AL PRESIDENTE DELLARS: "SE POLITICA RIMANE SORDA, FRATTURA CON I LAVORATORI PUBBLICI REGIONALI SARA INSANABILE".

Palermo, 29 aprile 2015.

A seguito delle notizie pervenute sull'andamento dei lavori d'Aula e secondo cui la trattazione delle parti sul pubblico impiego regionale slitterà a domani, le organizzazioni sindacali hanno sospeso il presidio davanti l'Ars.

Il sit in era iniziato questa mattina con lo sciopero dei dipendenti regionali proclamato unitariamente da confederali e autonomi. Insieme: Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Cobas/Codir, Sadirs, Ugl, Siad e Dirsi. Seimila i lavoratori davanti a Palazzo dei Normanni e altri 3.000 alla manifestazione concomitante che si è svolta a Catania.

I sindacati hanno chiesto un incontro al Presidente dell'Ars per formalizzare la richiesta al parlamento di stralciare le parti relative al personale e discuterle in un disegno di legge organico di riforma della Regione che migliori i servizi ai cittadini e valorizzi le professionalità interne.

Fino alle 17,00, Ardizzone non aveva ancora ricevuto le segreterie regionali. Lincontro potrebbe avvenire questa sera a conclusione dei lavori o al più tardi domani mattina.

"Dopo il gioco sporco condotto dal governo con le parti sociali che ha ulteriormente peggiorato le norme inizialmente prospettate, riteniamo dicono i sindacati - che chi rappresenta il Parlamento siciliano debba sentire le nostre ragioni ed assumere le conseguenti decisioni. Non vorremmo che anche l'Ars si dimostrasse sorda alle nostre richieste. Se ciò dovesse avvenire, si consumerebbe una frattura insanabile tra la politica e i lavoratori del pubblico impiego regionale, che ormai sono chiaramente il capro espiatorio del patto scellerato fra Roma e Palermo".

 

Domani a partire dalle ore 12 continuerà il presidio delle organizzazioni sindacali sotto l'Ars fino alla definitiva conclusione dei lavori.



 
Perché partecipare allo sciopero generale del 29 aprile 2015 PDF Stampa E-mail
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Sabato 25 Aprile 2015 19:58

Il giorno 29 aprile, dopo tanti anni, il personale della Regione Siciliana attuerà uno sciopero proclamato da tutte le organizzazioni sindacali, confederali ed autonome.

Perché nasce la protesta ormai è risaputo, però è meglio riprendere le motivazioni principali che ci hanno spinto a questo scontro con il Governo del presidente Crocetta.

Il giorno 29 non scioperiamo soltanto per strappare la possibilità di andare in pensione anticipatamente rispetto ai parametri previsti dalle leggi nazionali, scioperiamo perché il Governo ha intenzione di scombussolare la “nostra” amministrazione nel segno di un rinnovamento (l’ennesimo) votato al risparmio ed alla semplificazione, sulle spalle di chi fino ad oggi ha portato avanti, tra immense difficoltà e con risorse limitate, l’attività amministrativa senza avere riconosciuto alcun merito, anzi essendo additato come colui che produce lo spreco e il malaffare.

Il disegno di legge che ha preparato il Governo, e di cui abbiamo avuto decine e decine di versioni, più o meno vere o messe in giro per verificare gli umori della gente, prevede, come ben sapete, una riduzione secca del 30% dell’apparato amministrativo, senza avere predisposto nessun progetto che ci permetta di capire quali sono le vere intenzioni per il futuro della Regione Siciliana, non è emerso nessun progetto “industriale” per questa Amministrazione; naturalmente agganciati alla riduzione delle strutture sono i nostri contratti, che per prima cosa ci verranno risolti, togliendoci qualsiasi garanzia per il futuro, in maniera tale da potere rimettere in moto uno spoil system camuffato, e potere decidere a 360 gradi chi sarà promosso e chi invece potrà essere posteggiato senza un futuro certo.

Questo è il pericolo maggiore che si affaccia all’orizzonte per tutta la categoria dei dirigenti regionali, è chiaro a tutti che chi ha messo in piedi questa operazione, appoggiato da “colleghi” che probabilmente si credono al disopra delle condizioni di precariato cui andremo incontro, non ha alcun interesse a che questa Regione trovi un modo di operare moderno ed efficace, perché non ha idea del lavoro che si fa negli uffici, e non viene opportunamente consigliato dal “collega” di turno.

Sorvoliamo sulla problematica della riduzione dei permessi, perché ritengo che il 98% dei colleghi dirigenti non si ponga il problema di potere fruire di permessi retribuiti o di permessi sindacali (per i quali tra l’altro la nostra O.S. ne fruisce la minor quantità ben al di sotto delle percentuali dei possibili tagli paventati), ed affrontiamo il discorso pensioni, discorso che ha portato, ultimamente, ad una strana contrapposizione tra due categorie di dirigenti, quelli che fruiscono del sistema pensionistico regionale (che il governo vuole abolire) e quelli che fruiscono del sistema statale.

Oggi l’impressione che abbiamo avuto è che per tutti quanti l’interesse principale sia quello di scappare da questa Amministrazione perché non si intravede più un futuro sereno e soprattutto non ci sono prospettive stimolanti, tranne che per pochi “illusi”. Ed allora parte il nuovo sport dell’individuare la possibilità di inserire uno spiraglio che ti permetta di andare in pensione, e così si ragione di finestre che si dilatano nel tempo e parametri che diano a tutti la possibilità di intravedere una via di fuga anche se tra dieci anni o anche più.

Tutto ciò è paradossale, ormai chi sa di non avere possibilità di fuoriuscita ritiene, sbagliando, che non ci sia la necessità di lottare per tentare di salvare questa Amministrazione perché lo si farebbe soltanto per  tutti coloro che invece sono in condizioni di andare via. Niente di più sbagliato oggi è necessario la compattezza di tutto il personale regionale, per dare una risposta a questo Governo che fa di tutto per portare a casa una riforma che si prevede devastante, e che non sarà capace di risolvere i problemi, e soprattutto probabilmente farà aumentare i costi, soprattutto quelli indiretti, per i quali il Governo non ha dimostrato di averne consapevolezza.

Per concludere invitiamo tutti quanti a scendere in piazza, compatti, quelli che forse andranno in pensione accanto a quelli che rimarranno in questa Regione Siciliana per garantire la sopravvivenza di questa amministrazione e di una "Regione Sicilia" che si basa volente o nolente sulla capacità di operare dell’apparato regionale.

 
SCIOPERO GENERALE PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 22 Aprile 2015 13:12

Palermo, 22 aprile 2015 –

L’improcrastinabile riclassificazione del personale regionale, degli Enti e società che applicano il contratto regionale (ovvero la ricollocazione in nuove fasce funzionali e l’abolizione di tutte le mansioni inutili a cominciare dalle pulizie che si vorrebbero addossare al personale di cat. A!), l’accompagnamento volontario alla pensione con i criteri pre-Fornero e l’apertura della stagione contrattuale giuridica ed economica (comparto e dirigenza) in considerazione del fatto che i regionali hanno avuto il blocco di un biennio in più rispetto gli statali e gli enti locali al fine anche di evitare il rischio, oggi conclamato, di dichiarazioni di esubero che farebbero “fuori” sic et simpliciter 1000 precari regionali,sono a tutt’oggi lettera morta!

Purtroppo l’ignominia della politica e miseri interessi personali di bottega (di taluni dirigenti vicini alle stanze del potere) hanno vanificato ogni tentativo risolutivo alimentando tensioni irreversibili a tutto vantaggio dei detrattori dei regionali.

La parola adesso tornerà alla piazza

MERCOLEDI’ 29 APRILE!

Con due manifestazioni in fase di organizzazione a PALERMO e a CATANIA, che saranno precedute da altre iniziative messe in campo, unitariamente, da tutti i sindacati rappresentativi, guarderemo in faccia i nostri cari politici che, utilizzando argomenti pretestuosi e demagogici, allo scopo di contribuire ad amplificare la confusione e coprire i veri privilegi, alimentano l’odio sociale contro la nostra categoria tartassata, ormai da troppi anni, da ogni ignominia, vilipendio a cominciare dal blocco di tutti i contratti a differenza degli statali, dalla rapina di 400/500 euro medie mensili alla gran parte dei dipendenti del comparto nelle future pensioni e dai tagli inaccettabili sugli stipendi dei forestali.

Le rivendicazioni dei sindacati della regione sono chiare e inequivocabili:

· STRALCIO DELLE NORME IN MATERIA DI PERSONALE DALLA FINANZIARIA (MOBILITA’ SELVAGGIA, MALATTIE, TAGLI STIPENDIALI AI FORESTALI);

· AVVIO IMMEDIATO DEI LAVORI CON L’ARAN SICILIA PER DEFINIRE LA RICLASSIFICAZIONE DI TUTTO IL PERSONALE CON RIMODULAZIONE DEL SISTEMA CLASSIFICATORIO;

· ACCOMPAGNAMENTO VOLONTARIO ALLA PENSIONE;

· TAVOLO NEGOZIALE PER I RINNOVI DEI CONTRATTI GIURIDICO ED ECONOMICO;

· RECUPERO DEI BIENNI ECONOMICI RICONOSCIUTI AGLI STATALI;

· LOTTA AI REALI SPRECHI.

Occorre dare un messaggio preciso e inequivocabile a questo governo incapace e delle tre anime: l’altra regione, quella seria e che lavora, quella impoverita, quella sbattuta in prima pagina per notizie false e tendenziose, ha detto basta e si prepara a una reazione ancora più decisa.

Organizziamoci tutti insieme, quindi, a una protesta senza precedenti a cominciare

dallo sciopero del prossimo 29 aprile:passa parola!

Scioperiamo compatti! no alle divisioni tra dipendenti, (se faremo passare il principio che possono toccare la nostra dignità e i nostri diritti, domani nulla vieta che toccheranno anche le nostre retribuzioni!)

Le Segreterie Regionali

FP CGIL - CISL FP - UIL FPL - COBAS/CODIR - SADIRS - SIAD - UGL - DIRSI

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 24 Aprile 2015 08:47 )
 
Resoconto riunione ARAN del 9 aprile 2015 PDF Stampa E-mail
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Giovedì 09 Aprile 2015 23:35

Oggi pomeriggio abbiamo partecipato all'ultima riunione presso l'ARAN riguardante l'argomento pensioni anticipate, il dott. Alongi ha presentato un documento con una nuova proposta di articolato riguardante l'argomento. Il Commissario ha esordito comunicando che la proposta da Lui elaborata è stata inviata anche ai rappresentanti del Governo, e vuole essere una sintesi delle proposte delle OO.SS., rivedute e mediate secondo i principi dettati dal Governo. Il documento è al vaglio dei tecnici degli Assessorati della Funzione Pubblica e del Bilancio per le verifiche sulle ricadute soprattutto economiche.

Dal testo è emerso che la pensione anticipata sarà applicata ESCLUSIVAMENTE al personale Regionale facente parte del cosiddetto "Contratto 1"; principio che vuole incentivare l'esodo anticipato di tutto il personale regionale il cui trattamento pensionistico è più favorevole rispetto a quello statale, e naturalmente rispetto al personale con il "Contratto 2" che già applica il sistema statale dal primo giorno di lavoro all'interno dell'Amministrazione.

Il dott. Alongi spiega che dare la possibilità al personale del contratto 2 di andare in pensione anticipata creerebbe uno discrepanza nei confronti del resto del comparto pubblico nazionale. Inoltre sembrerebbe che, dalle proiezioni preparate dagli uffici, nel complesso le previsioni di richieste di pensionamento dovrebbero garantire il target di riduzione del personale voluto dal Governo, permettendo la riorganizzazione dell'Amministrazione nel suo complesso, senza creare esuberi nella dotazione organica.

Abbiamo presentato alcune osservazioni al testo per ricondurlo ai parametri precedentemente proposti (parametro 95 - eliminazione del calcolo mediato degli ultimi 5 anni "comma 5" - eliminazione dell'ultimo capoverso del "comma 3" - una revisione delle percentuali di taglio da applicare sul reddito di pensione).

Le riduzioni percentuali si applicheranno con il sistema della tassazione IRPEF a scaglioni progressivi con l'applicazione della percentuale superiore alla quota parte dello scaglione successivo.

Alla fine della riunione il dott. Alongi ha raccolto le osservazioni delle OO.SS. che verranno rappresentate al Governo, ed ha comunque espresso la possibilità che sia eliminato il "comma 6" come richiesto al termine della riunione.

Prossimo incontro il giorno 13 per affrontare i successivi punti della direttiva Governativa.

A commento di quanto riportato viene da pensare che nell'arco di questi giorni, da quando abbiamo cominciato a parlare con l'ARAN, le aperture del Governo sono state indubbiamente importanti; ovviamente rispetto ai primi incontri con il Presidente in cui le priorità erano la riduzione dell'apparato amministrativo e quindi del personale, oltre che uno snellimento delle strutture; la soluzione più semplice da percorrere era mandare in pensione il personale che volesse uscire dall'Amministrazione, prospettiva che indubbiamente veniva incontro a tutti coloro che sono stanchi e sfiduciati da questa Amministrazione e desiderosi di abbandonarla.

Oggi invece la priorità è diventata: adeguarsi al sistema pensionistico statale, facendo andare in pensione tutti coloro che fruiscono di un sistema pensionistico più vantaggioso, esaltando una evidente disparità di trattamento verso una grossa fetta di lavoratori regionali che fino ad oggi hanno operato sapendo di fare parte di una categoria comunque già penalizzata dal punto di vista pensionistico. Ora rincariamo la dose prevedendo una ulteriore opportunità per chi è già in una condizione privileggiata, dando loro la possibilità di fruire di un altro privileggio permettendo loro la pensione anticipata, che comunque sarà sempre con caratteristiche che fino a qualche anno fa rappresentavano i parametri più alti per andare in pensione.

E' chiaro che chi scrive questo articolo fa parte del contingente che sarà costretto a lavorare fino ad almeno 67 anni di età o 42 anni di contribuzione, tentando di portare avanti le competenze della Regione Siciliana con sempre meno risorse e con impegno triplicato, da qui lo stato d'animo non certo esaltato.

Cercheremo naturalmente di correggere il tiro in tutte le sedi possibili, tentando di far comprendere che sarebbe sicuramente meglio prevedere un ricambio generazionale, che porti nuova linfa a questa Amministrazione regionale, e non mantenere in servizio personale sfiduciato e non incentivato.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 09 Aprile 2015 23:36 )
 
Resoconto riunione ARAN del 2 aprile 2015 PDF Stampa E-mail
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Venerdì 03 Aprile 2015 00:00

Oggi pomeriggio riunione all'ARAN Sicilia presieduta dal dott. Alongi, argomento principale la problematica dei pensionamenti. Il Commissario iniziato la riunione precisando che a seguito della interlocuzione con il Governo sembrerebbe nascere la possibilità di una apertura rispetto alle proposte presentate nell'incontro precedente, ed in particolare:

1) Molto probabile la revisione della norma sulla dotazione organica della dirigenza; da notizie apprese in serata in Commissione all'ARS sono stati presentati gli emendamenti per riportare la dotazione organica a 1736 dirigenti;

2) Apertura nei confronti delle norme per il pensionamento con parametri “regionali” tipo 96 da applicare, come parametro fisso, per tutto l’arco temporale della finestra, finestra che potrebbe essere anche più lunga di quella prevista, per garantire la fuoriuscita di tutto il personale in vigenza di legge regionale 2/62 (cosiddetto contratto1), senza obbligo del raggiungimento di limiti anagrafici (60 anni) o contributivi (35 anni); abbiamo fortemente richiesto che la possibilità di esodo sia garantita in ogni caso per l'intero comparto regionali e quindi anche per chi rientra già nel sistema pensionistico statale (cosiddetto contratto 2) affinchè non vi siano disparità di trattamento fortemente incostituzionali;

3) Applicazione graduale delle penalizzazioni al personale contratto 1, con percentuali crescenti fino al tetto massimo, che colpirà soltanto che rimarrà in servizio fino e oltre il 2020;

4) Eliminazione delle penalizzazioni sul trattamento di fine rapporto;

5) Conferma del sistema sulle certificazioni delle posizioni economiche contributive;

6) Apprezzamento da parte del Governo delle proposte presentate dalla DIRSI riguardanti l'esonero e il calcolo della pensione per che è in possesso della L. 104.

Domani 3 aprile l'avv. Alongi riferirà al Governo sull'apprezzamento da parte della maggioranza delle OO.SS. sulle proposte sopra formulate, se vi sarà un accoglimento da parte del Governo si predisporrà un documento che verrà presentato all'ARS come emendamento alla finanziaria.

Al termine della riunione abbiamo concordato il prossimo incontro per martedì 7 aprile, in attesa del documento sulle pensioni. La DIRSI ha chiesto che in quella data si inizi la discussione anche sugli altri temi inseriti nella direttiva, ed in particolare che si possa affrontare l'argomento relativo alla riforma della Dirigenza riguardo alla possibilità di definire una unica fascia di appartenenza, sulla falsa riga di quella predisposta dal Governo nazionale, affinchè si possa scongiurare, in qualsiasi caso, la possibilità di transitare in altre Amministrazioni dello stato senza alcun rischio di declassamento dovuto alla mancanza di corrispondenza tra la nostra Terza fascia dirigenziale e la fascia unica del resto della Pubblica Amministrazione Italiana.

Comunicato del 2 aprile.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 03 Aprile 2015 00:02 )
 


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