Chi è online

 1 visitatore online

Pagine Visitate


Filippo Basile

Benvenuto nel sito Di.R.Si.
Commento sulle riunioni all'ARAN per la revocabilità della domanda di pensione. PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 01 Agosto 2015 10:21

La trattativa sull’accordo per la revocabilità della domanda di prepensionamento ai sensi degli articoli 51 e 52 della legge regionale 9 del 2015, è in un momento di attesa, ancora una volta l’Aran, ma forse dovremmo dire il suo Commissario, avv. Alongi, non riesce a predisporre un calendario di riunioni che possa essere rispettato da tutti, Lui prima di tutti.

Giovedì siamo stati convocati alle 12,30 ma ancora una volta la riunione è andata deserta per problemi di concomitanza con altre riunioni in altre sedi regionali, che coinvolgevano quasi tutti i sindacati a livello regionale.

Riassumiamo la proposta presentata il giorno 29 in poche parole, l’Amministrazione pur ammettendo la possibilità di poter revocare la domanda di prepensionamento entro termini temporali definiti a partire dalla data di predisposizione del Decreto di cancellazione, pone una ulteriore condizione per non accettare la suddetta revoca, invocando la compatibilità con le previsioni di bilancio, che da quest’anno ricordiamo è cambiato in modo radicale, e a eventuali leggi di revisione della spesa (spending review) imposte dallo Stato per portare a pareggio il Bilancio regionale.

Come abbiamo sempre fatto in questi casi la nostra Associazione ha provato ad individuare se ci fossero spiragli da potere aprire, per trovare un punto di incontro, facendo un ragionamento pratico e sulla scorta degli input che provengono dai colleghi interessati alla fase di prepensionamento.

Il ragionamento fatto è semplice, e come sempre basato sul sistema della buona amministrazione che si basa sul rispetto delle regole, se il Governo ritiene di dover tenere conto delle previsioni di bilancio allora al termine della fase temporale per la presentazione delle domande di prepensionamento (10 novembre p.v.), provveda, sulla scorta dei dati raccolti, a definire un piano industriale, correlato di numeri e costi, nonché di incidenza sul bilancio regionale, a quel punto sarà possibile definire la futura pianta organica derivante dai nuovi funzionigramma della Regione, e a questo punto sapremo le necessità in quota personale, e potremo individuare una percentuale di rinunce al prepensionamento da potere accettare da parte dell’Amministrazione.

È ovvio che la possibilità che un dipendente regionale voglia rinunciare ad andare in prepensionamento è sicuramente bassa, stiamo parlando di personale che comunque si troverà in una condizione di età e di stanchezza di lavorare in questa Amministrazione piuttosto rilevante, per cui sicuramente saranno molto pochi i motivi che possono far cambiare idea, in ogni caso riteniamo che sia un problema che interesserà per lo più i Dirigenti che prevedono di andare in pensione nell’ultimo triennio (2017 – 2020), soggetti a condizioni al contorno imprevedibili che saranno quelle a prevalere, riteniamo.

Infine abbiamo chiesto che nell’accordo sia inserito un riferimento all’obbligo dell’Amministrazione a garantire un contratto a ciascun Dirigente, soprattutto nella previsione di un prepensionamento, in modo tale da garantire un trattamento pensionistico il più possibile adeguato alle aspettative.

La riunione è stata rinviata a lunedì mattina e vedremo se le nostre proposte, riteniamo ragionevoli e in linea con le norme di legge vigenti, sono state accettate.

 
Inviata la richiesta di impugnativa della Finanziaria 2015 al Governo nazionale PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 23 Giugno 2015 16:33

La Dirsi e la Direr (Federazione nazionale dei dirigenti e dei quadri direttivi delle regioni) hanno presentato a Palazzo Chigi delle osservazioni per “Illegittimità costituzionale” riguardanti la l.r. n. 9/2015, chiedendo al presidente del Consiglio di impugnare di fronte alla Corte costituzionale alcuni articoli della legge.

Riportiamo parte dell'articolo pubblicato dal Giornale di sicilia on line:

"Dall'organizzazione della pubblica amministrazione all'equiparazione del sistema pensionistico regionale con quello statale fino all'attivazione delle nuove assunzioni. Sono diversi i punti finiti nel mirino del documento, curato da Lorenzo Maria Dentici, avvocato e docente di docente di Diritto del lavoro all'Università di Palermo, e da Giovanni Scala, docente di Diritto costituzionale all'Università di Palermo.

Si affronta, tra l’altro, il principio del buon andamento della pubblica amministrazione. Secondo le associazioni, la cancellazione di una serie di strutture organizzative non viene decisa in base alle funzioni così come prevede la Costituzione, ma in base a “un mero dato quantitativo”. “Il legislatore ha compiuto delle scelte senza alcuna ponderazione tra assetto organizzativo e funzioni da assolvere”, si legge nel documento. La legge, inoltre, “non individua in modo adeguato e specifico i poteri da demandare alle autorità di governo, ma si limita ad imporre al potere esecutivo della Regione un taglio lineare delle strutture amministrative”. Questo tipo di impostazione della legge determina così un “insanabile constrasto con il principio del buon andamento (art.9) e più in generale con il canone fondamentale della ragionevolezza delle scelte legislative”.

Dirsi e Direr rilevano poi una contraddizione all'interno della legge in riferimento alle nuove assunzioni. I commi 10 e 11 dell'articolo 49, infatti, non solo sono in contrasto tra loro, ma vanno anche contro gli articoli 3 e 97 della Costituzione. “Da un lato si estende al 2016 il divieto di procedere a nuove assunzioni – scrivono i dirigenti -, dall'altro si autorizza la stessa Amministrazione regionale a bandire concorsi pubblici per il reclutamento di figure professionali con laurea specialistica o magistrale”. Si tratta quindi una palese violazione del principio di ragionevolezza come coerenza logica / razionalità. Un vizio che può essere censurato in sede di controllo di costituzionalità."

 

 
Ipotesi di accordo con ARAN per la revocabilità della domanda di pensione PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 23 Giugno 2015 16:07

In data 22 giugno u.s. abbiamo firmato l'ipotesi di accordo per quanto riguarda la possibilità di revocare la domanda di pensione presentata ai sensi dell'art. 52 commi 3 e 5 della l.r. 9/2015. Il documento è stato inviato alla Giunta di Governo per l'apprezzamento.

Oltre alla possibilità di revoca, per entrambe le categorie che potranno andare in pensione nelle due finestre, sono state dettate le regole per la definizione di tutti i passaggi amministrativi che verranno perseguiti dall'Amministrazione.

Ultimo aggiornamento ( Martedì 23 Giugno 2015 16:11 )
 
Riunione con Dott.ssa Barresi del 12/06/2015 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 15 Giugno 2015 16:34

 

Oggi (12/06/2015), come da convocazione del 5 giugno u.s., si è svolto l'incontro di concertazione presso il Dipartimento dell'Agricoltura sui criteri per l'assegnazione del personale del comparto presso le sedi periferiche del medesimo Dipartimento. La dott.ssa Barresi ha illustrato alle OO.SS., i criteri individuati per determinare il numero del personale da distribuire negli uffici delle diverse province, evidenziando che nelle province di Agrigento e Trapani ci sono esuberi, quantificati rispettivamente in n.72 e 53 unità, mentre in altre realtà sussistono carenze notevoli di personale. Ha chiaramente manifestato che non ha alcuna intenzione di mantenere questa situazione di forte sbilanciamento e che la sua missione è quella di organizzare una amministrazione che risponda a criteri di efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa, dichiarando che il personale in esubero sarà posto a disposizione della Funzione Pubblica. Tutte le OO.SS. hanno richiesto i documenti da esaminare, al fine di potere valutare la possibilità di soluzioni alternative meno traumatiche per il personale. L'Amministrazione ha comunicato che trasmetterà i documenti all'indirizzo di posta elettronica che abbiamo segnalato.

Questa O.S. ha chiesto alla D.G. come intende procedere alla luce dell'entrata in vigore dell'art.49 della l.r. n.9/2015 che prevede 2 momenti: il primo entro 6 mesi di riduzione delle strutture dirigenziali, ed il secondo entro altri 6 mesi di definizione da parte della Funzione Pubblica del personale da assegnare a ciascun Dipartimento. La risposta è che il futuro è da venire e che in atto il suo obiettivo e quello di definire l'organizzazione dell'amministrazione che dirige, già la prossima settimana sarà conclusa la fase di attribuzione degli incarichi dirigenziali per i quali ha trovato piena disponibilità da parte dei dirigenti ad accettare preposizioni in province diverse da quelle di residenza.

L'incontro si è concluso con la promessa di un'altra convocazione a breve


 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 15 Giugno 2015 16:42 )
 
Incontro con il Ragioniere Generale della Regione siciliana PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 10 Giugno 2015 22:19

Oggi pomeriggio, 10 giugno 2015, durante una riunione che si è tenuta presso il Dipartimento Economia, abbiamo avuto l’occasione di parlare con il dott. Sammartano, Ragioniere Generale, argomento la prossima “RIFORMA” dell’Amministrazione Regionale.

Alle richieste di informazione su quali sono i piani dell’Assessorato Economia riguardo alla nuova strutturazione, il dott. Sammartano ha rappresentato che è sua intenzione attivare nella prima fase il trasferimento delle competenze dalla Ragioneria Generale al Dipartimento Finanze (Demanio e Patrimonio immobiliare) e di attivare la Centrale unica per gli acquisti di beni e servizi. Quest’ultimo ufficio verrà strutturato con una struttura snella che inizialmente dovrebbe provvedere alla gestione centralizzata di specifici beni individuati dopo una attenta valutazione di settori rilevanti. Questo, naturalmente comporterebbe il mantenimento delle strutture omologhe presso gli altri Assessorati, che si coordinerebbero con la nuova Centrale per attivare le procedure di acquisto secondo direttive univoche.

Per quanto riguarda la seconda fase, quella che prevede la riduzione del 30% delle strutture, andrà coordinata con l’intera Amministrazione regionale, in modo da avere un passaggio regolamentare univoco.

Abbiamo affrontato anche il nodo relativo al Fondo per la Dirigenza, dalla discussione è scaturito che a seguito dell’Armonizzazione contabile introdotta dal D.Lgs 118/2011, il fondo sarà incrementato nella quota parte relativa alla Indennità di risultato appena saranno attivate le procedure di valutazione della dirigenza, con l’individuazione delle risorse necessarie ai pagamenti. Abbiamo rappresentato che dai conteggi che abbiamo predisposto come Sindacato ci risulta una discrepanza (circa un milione di euro) fra le cifre inserite in bilancio 2015 e quelle che dovrebbero essere previste sulla base dei valori dell’anno 2014, il Ragioniere Generale ha precisato che non tutte le somme messe a disposizione con la suddivisione dei budget del 2014 sono state impegnate nel corso dell’anno, per cui si sta valutando una revisione per garantire la copertura anche per i contratti dirigenziali che sono stati attivati in ritardo.

Il dott. Sammartano si è detto disponibile a un confronto costruttivo con le OO.SS. che sia propedeutico ad una rivisitazione dell’intera macchina amministrativa regionale.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 10 Giugno 2015 22:20 )
 


Pagina 1 di 34
VALID CSS   |   VALID XHTML